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Torna l’ora legale. Farà risparmiare 555 milioni di chilowattora

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Torna l’ora legale. Farà risparmiare 555 milioni di chilowattora

Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 marzo torna l’ora legale in Italia, che durerà per i prossimi sette mesi. Sarà saltata l’ora fra le 2 e le 3 di notte, e gli orologi dovranno essere messi avanti di un’ora.
L’ora solare tornerà nella notte tra il 28 e il 29 ottobre 2017.

Per effetto dello spostamento delle lancette degli orologi un’ora in avanti, Terna — la società che gestisce la rete elettrica di alta tensione — stima un minor consumo di energia elettrica pari a circa 555 milioni di chilowattora, pari al fabbisogno medio annuo di circa 200mila famiglie.
Diversa la percezione invece del disagio che molti affermano di dover subire non tanto per la “perdita” di un’ora di sonno nel giorno del cambio (sonno che verrà ricuperato in ottobre con il ritorno all’orario solare) bensì soprattutto per lo spostamento leggero del ciclo sonno-veglia.

Lo spostamento di orario avviene in contemporanea in tutta Europa fra le 2 e le 3 di notte (tra l’1 e le 2 per i Paesi sul meridiano di Greenwich, fra le 3 e le 4 del mattino per i Paesi dell’Est Europa), ora in cui in tutta Europa c’è la minore circolazione di treni e aerei.

L’ora legale fu introdotta durante la Prima Guerra Mondiale da quasi tutti i Paesi europei per ridurre i consumi elettrici per l’illuminazione, a quei tempi l’uso di gran lunga maggiore dell’elettricità mentre oggi l’illuminazione è secondaria nella formazione della domanda elettrica.
La decisione è contenuta nel Decreto Legislativo luogotenenziale n. 631 del 25 maggio 1916, e rimase in vigore ancora qualche anno dopo la fine della guerra. Fu introdotta di nuovo durante la Seconda Guerra Mondiale per un periodo lunghissimo e continuato senza interruzoni, dal 14 giugno 1940 (l’entrata in guerra dell’Italia avvenne il 10 giugno) fino al 2 novembre 1942. Qualdo l’Italia dal ’43 al ’45 era divisa tra Repubblica Sociale al Nord (occupata dai tedeschi) e Regno d’Italia (liberato dagli alleati) il Paese ebbe due regimi diversi d’orario.
L’ora legale diventò stabile dal 1965 (legge 503) e fu applicata dal ’66, dall’ultima domenica di maggio all’ultima di settembre.

L’Europa ha uniformato per tutti i Paesi l’introduzione dall’ultima domenica di marzo fino all’ultima di ottobre.

Dal punto di vista economico, considerando che un chilowattora costa in media al cliente domestico tipico circa 18,63 centesimi di euro (al lordo delle imposte), la stima del risparmio economico per il sistema relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2017 è pari a 104 milioni di euro.

Secondo i dati elaborati da Terna, dal 2004 al 2016 il minor consumo di elettricità per il Paese dovuto all’ora legale è stato complessivamente di 7,97 miliardi di chilowattora, quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna, e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di oltre 1,3 miliardi.

Nel periodo primavera-estate, il mese che segna il maggiore risparmio energetico stimato da Terna è ottobre, con 164 milioni di chilowattora di risparmio (pari a circa il 30% del totale). In second’ordine, il mese d’aprile. Infatti l’efficacia maggiore si ha nei periodi transitori delle mezze stagioni, quando il divario sulle ore di luce comincia a farsi apprezzabile, mentre ha minore effetto durante l’estate piena quando la luce naturale dura molto a lungo.

Spostando in avanti le lancette di un’ora, si ritarda l'utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi, da giugno ad agosto, poiché le giornate sono già più “lunghe” rispetto ad aprile, l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità.
La maggiore richiesta di energia elettrica nei mesi estivi più caldi è dovuta soprattutto all’uso dei condizionatori d’aria, indipendente dall’ora legale poiché dipende solamente dal clima e dalla temperatura, e non al maggior numero di ore di luce naturale.


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