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Dossier Il Salone del Mobile conquista i buyer esteri

Dossier | N. 46 articoliSalone del Mobile 2017

Il Salone del Mobile conquista i buyer esteri

«Questa settimana si conclude nel miglior modo possibile. Abbiamo avuto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione e ieri il premier Paolo Gentiloni: gli occhi della politica sono sul nostro Salone e sulla città di Milano, a conferma dell’importanza di questa manifestazione e della filiera produttiva che c’è dietro». Il presidente del Salone del Mobile, Claudio Luti, è soddisfatto: la 56esima edizione della fiera, che chiude oggi, ha visto un’affluenza di visitatori «straordinaria», soprattutto dall’estero.

Forse non si supererà il record assoluto dell’anno scorso (372mila visitatori), anche perché quest’anno non ci sono le biennali dedicate a cucina e bagno, che sono le edizioni più forti, ma le attese sono di crescita rispetto all’edizione 2015, quella con le biennali Euroluce e Workplace.

Più che i numeri, tuttavia, secondo Luti conta la qualità degli espositori e dei visitatori che hanno partecipato. Lo confermano le parole del premier Gentiloni: «Quella che ho visto qui al Salone è un’Italia bellissima, presente in tutto il mondo, una delle più grandi risorse del Paese», ha detto il presidente del Consiglio al termine della sua visita, in cui è stato accompagnato dai vertici del salone stesso e di FederlegnoArredo, l’associazione delle impresa che organizza la kermesse.

«Con il premier abbiamo parlato anche della possibilità di stabilizzare il bonus mobili», ha spiegato il presidente Fla Emanuele Orsini a margine dell’incontro, facendo riferimento all’incentivo fiscale del 50% sull’acquisto di arredi per la casa abbinato a ristrutturazioni. Una misura che, in due anni e mezzo di applicazione, ha generato 3,1 miliardi di acquisti, contribuendo in larga parte al recupero del mercato interno, che nel 2016 ha chiuso con una crescita dell’3,1%. «Abbiamo riferito al premier questi dati – ha detto Orsini – e lui ha confermato che anche secondo i dati del governo il bonus è uno strumento a costo zero per lo Stato e fondamentale per la crescita del settore e per il mantenimento dell’occupazione». Gentiloni ha dimostrato un’apertura all’ipotesi di prorogare ulteriormente questo strumento, confermando un atteggiamento favorevole, da parte dell’attuale governo, nei confronti del tema bonus. «Sono ottimista sulle possibilità di un suo mantenimento – conclude Orsini –. Ora dobbiamo lavorare perché questo avvenga. Noi saremmo contenti se la proroga fosse biennale o quinquennale, o comunque avesse un limite temporale più lungo, non soltanto un rinnovo anno per anno come è stato finora». Sarebbe un sostegno importante per l’industria dell’arredo: delle 29mila imprese attive, circa l’80% lavora infatti soprattutto sul mercato interno, che negli ultimi anni ha sofferto di più.

La spinta maggiore alla crescita, infatti, arriva e continuerà ad arrivare dalle esportazioni, che incidono per oltre il 51% sulla produzione (20 miliardi) del comparto. Il Salone di Milano si è confermato in questi giorni la principale vetrina internazionale per le aziende del made in Italy: circa due terzi dei visitatori professionali giunti in fiera sono stranieri. «Arrivano professionisti da tutto il mondo per conoscere le novità e per fare business – osserva il presidente del Salone Luti: ho visto tavoli pieni di gente seduta a firmare ordini. Tutti ci riconoscono un primato che dobbiamo mantenere».

Ma il lavoro delle imprese non termina con il Salone e non può fermarsi alla qualità del prodotto. «Da domani bisogna rimettersi al lavoro, per far fruttare tutti i contatti, le relazioni e gli ordini maturati nei giorni di fiera – aggiunge Luti –. Siamo i primi al mondo nella produzione e nella qualità, ma dobbiamo fare meglio nella distribuzione, nella comunicazione e nel marketing dei nostri prodotti e delle nostre aziende, dove invece siamo ancora deboli. In questo senso è molto importante fare sistema e per questo credo sia molto importante la presenza di tanti politici al salone in questi giorni»

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