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Piemonte, Sacri Monti a caccia di risorse: un master plan per il…

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Piemonte, Sacri Monti a caccia di risorse: un master plan per il rilancio del sito Unesco

I sette Sacri Monti piemontesi, patrimonio Unesco dal 2003, si candidano a diventare polo turistico d’eccellenza grazie ad un nuovo master plan presentato dalla presidente dell’ente Renata Lodari. Forti anche di una serie di interventi di restauro in corso per oltre 2,5 milioni e mezzo provenienti da fondi privati, pubblici ed europei e dall’impegno della Regione Piemonte che sta mettendo a punto numerosi progetti. Tra questi una grande mostra su Gaudenzio Ferrari, nel 2018, dislocata tra Vercelli, Novara e Varallo.

«I Sacri Monti sono luoghi magici, mistici, romantici, intimi, immersi nella natura - dice la presidente Renata Lodari - che ora verranno trattati in modo unitario. Generalmente sono molto amati da chi li visita.

Sarà per questo che raccogliamo molte donazioni, non ultime una da un milione per la mostra su Gaudenzio e una da 700mila euro proveniente dalla Svizzera». Il sito seriale conta in Piemonte sette beni, a Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo: un patrimonio vastissimo da 164 cappelle che complessivamente contengono circa 2500 statue e più di 12mila figure dipinte.

Un insieme composito di grande valore storico e artistico, legato a una rete di cammini, dagli antichi Cammini Alpini alla Via Francigena, e piste ciclabili: caratteristiche che inseriscono a pieno titolo questi bene nei circuiti del cosiddetto turismo slow.

«Abbiamo fortemente voluto dare unitarietà a questo importante patrimonio perché crediamo che questi beni costituiscano, pur con le dovute differenze, un insieme coeso e unico, nonché per poter agire con azioni congiunte, senza disperdere risorse ma, anzi, dando maggiore forza al nostro operato», spiega Antonella Parigi, assessore alla Cultura della Regione Piemonte.

Il master plan, coordinato da Elena De Filippis, passa in rassegna l’intero patrimonio monumentale del comprensorio e, dati alla mano, mette nero su bianco un piano organico di interventi di rilancio. Le risorse che sarebbero necessarie complessivamente sono ingenti, ma si cercano contributi ovunque: oltre che presso enti pubblici e privati, si lavora sul fronte dell’art bonus, dell’8 per mille e del 5 per mille.

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