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Città d’arte regine della Pasqua 2017

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Città d’arte regine della Pasqua 2017

Un momento dello 'Scoppio del carro' davanti al Duomo di Firenze (Ansa)
Un momento dello 'Scoppio del carro' davanti al Duomo di Firenze (Ansa)

Città d’arte regine incontrastate di una Pasqua che ha regalato non poche soddisfazioni al settore turistico. Questo particolarissimo segmento dell’offerta ricettiva si è dimostrato infatti quello in grado di mobilitare il numero più consistente di visitatori per tutto il periodo della Settimana Santa. Partiamo dai numeri: secondo Federalberghi a fronte di 10 milioni di viaggiatori da giovedì a lunedì, ben 2,9 milioni hanno scelto le attrazioni archeologiche, artistiche e architettoniche del Bel Paese, per un incremento del 7,4% sul dato di Pasqua 2016.

Anche da parte di Federturismo il feedback è estremamente positivo: il turismo culturale, secondo il presidente Gianfranco Battisti, è «elemento portante della nostra economia. Gli arrivi turistici nelle città di interesse storico e artistico sono cresciuti negli ultimi anni dell’11% e quasi un turista su tre sceglie di soggiornarvi. Non solo: le città d’arte sono tra le mete preferite dagli stranieri che spendono in media ogni giorno il 25% in più degli altri turisti per un soggiorno di circa tre giorni». Il movimento che tocca le città d’arte può contare sul contributo tutt’altro che trascurabile degli stranieri. «La clientela internazionale – commenta Giorgio Palmucci di Confindustria Alberghi - è come sempre variegata e in questo primo intervallo di primavera si conferma il ritorno dei russi in visita nel Bel Paese. Complici poi le belle giornate, che incentivano la voglia di vacanza, il dato domestico si è allineato con quello dello scorso anno».

Roma premiata dalle mostre temporanee
Ma quali sono le città d’arte più gettonate? Roma resta un must. Se negli ultimi 15 anni gli arrivi nella Settimana Santa sono cresciuti del 15%, quest’anno rispetto allo scorso si registra un incremento di 2 punti percentuali, conseguenza anche di un’offerta di eventi culturali che ha fatto breccia nel pubblico: «Si è lavorato bene con mostre-evento come “Real Bodies” e quella su Basquiat – spiega Stefano Fiori della sezione turismo di Unindustria –, appuntamenti che portano turisti. Nota stonata il fatto che ci sia una minore propensione a spendere, anche da parte dei visitatori stranieri».

Firenze e Venezia, città sicure
Le altre due mete classiche del Grand Tour, Firenze e Venezia, hanno il vento in poppa, con performance di crescita degli arrivi stimate rispettivamente in 10 e 4 punti percentuali. E per motivi tutto sommato simili: «Da un lato – spiega Antonello De’ Medici di Federturismo – il periodo in cui è caduta la festività forniva maggiori garanzie meteorologiche, dall’altro parliamo di città piccole e, per questo, percepite come più sicure da una domanda internazionale scossa dall’allerta terrorismo». A Venezia, poi, si è lavorato bene con i trasporti, con l’istituzione di voli per New York e il Middle East. Senza contare che a maggio ai Giardini Arsenale parte la Biennale di arte contemporanea.

Napoli, caso «letterario»
Napoli appare la destinazione caratterizzata dal maggiore incremento di arrivi in percentuale (+15%). Merito di grandi attrattori come Pompei, Ercolano e Sorrento, certo, «ma non dimentichiamo – sottolinea Giancarlo Carriero dell’Unione industriali - i successi letterari di Elena Ferrante e Maurizio De Giovanni, con la fiction televisiva che è stata tratta dal ciclo de “I bastardi di Pizzofalcone” e quella in arrivo sulla saga de “L’amica geniale”. Fattori che hanno portato a un rinnovato interesse per il centro storico cittadino».

Palermo e Sacri Monti, destimazioni emergenti
Ci sono in ultimo destinazioni emergenti che macinano performance positive. A Palermo, per esempio, crescita dei turisti al 6%, anche grazie al lavoro di valorizzazione condotto sugli itinerari arabo-normanni. In Piemonte destinazione di culto che coniuga arte e natura è quella dei Sacri Monti, dove si stimano 40mila arrivi per Pasqua con relativa crescita da 10 punti percentuali. Segno che c’è vita anche al di fuori del Grand Tour.

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