Impresa & Territori

Industria 4.0, via ai poli d’eccellenza

innovazione

Industria 4.0, via ai poli d’eccellenza

Il piano industria 4.0 prova ad accelerare con l’avvio degli attesi «competence center». Dopo il poderoso pacchetto di incentivi previsti dall’ultima legge di bilancio che ha introdotto l’iperammortamento, sono ora in rampa di lancio i poli di eccellenza che avranno il compito di aiutare le imprese italiane a fare il salto tecnologico verso la quarta rivoluzione industriale.

A giorni il ministero dello Sviluppo economico dovrebbe infatti licenziare il decreto, in concerto con il Mef, che disciplina modalità di costituzione e forme di finanziamento (in pista 20 milioni per quest’anno e 10 milioni per il 2018) di questi centri di competenza ad alta specializzazione che avranno «lo scopo - spiega la relazione illustrativa della bozza di decreto - di promuovere e sostenere la ricerca applicata, il trasferimento tecnologico e la formazione su tecnologie avanzate».

I competence center vedranno la regìa di università e centri di ricerca di eccellenza con l’aiuto delle aziende nella forma del «partenariato pubblico-privato» e dovranno assicurare «un articolato programma di attività, comprensivo di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, finalizzato - recita l’articolo 2 del Dm - alla realizzazione, da parte delle piccole e medie imprese fruitrici, di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo di tecnologie avanzate».

In sostanza presso i competence center le imprese potranno, anche attraverso simulazioni su linee demo, studiare un percorso di trasformazione tecnologica e grazie a un team di esperti del centro potranno implementarlo con servizi di training on the job per il personale. Le aziende accederanno a questi poli di eccellenza dopo un percorso di sensibilizzazione e orientamento sulle opportunità di «industria 4.0» che dovrebbe partire presumibilmente dal territorio dove, grazie anche alle associazioni di categoria, stanno già sorgendo i cosiddetti «digital innovation hub».

Per far decollare i competence center il decreto prevede contributi diretti alla spesa per la loro costituzione e l’avviamento delle attività che potranno arrivare al massimo a 7,5 milioni di euro ( a questo scopo sono destinate il 65% delle risorse complessive stanziate nel decreto). I progetti specifici che rientrano tra le attività dei centri potranno beneficiare poi di contributi diretti fino a 200mila euro (a questo obiettivo sono riservate le restanti risorse, il 35% del budget).

Ma come saranno selezionati i competence center che - visti anche i fondi - non dovrebbero essere più di 5-6 in tutta Italia? La bozza di decreto prevede che le agevolazioni siano concesse «previo espletamento di apposita selezione da parte del minisstero dello Sviluppo economico, nel rispetto dei principi di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, pubblicità». A conti fatti - come annuncia anche il Piano nazionale riforme (Pnr) del Governo appena varato con il Def - il finanziamento dei competence center dovrebbe completarsi entro il prossimo settembre. Resta ora da capire in quali poli universitari sorgeranno.

Su questo punto il piano industria 4.0 presentato dal ministro dello Sviluppo Carlo Calenda prima della legge di bilancio 2017 aveva già dato alcune indicazioni precise. Allora erano stati individuati - come ricordato anche dal Pnr - i Politecnici di Milano, Bari e Torino, la scuola Sant’anna di Pisa (in partnership con la Normale), l’università di Bologna per la meccatronica e la Federico II di Napoli in coordinamento con gli altri atenei campani. A cui poi si è aggiunta la rete delle università del Veneto coordinate dall’ateneo di Padova. Ora la selezione del Mise dirà l’ultima parola.

Il decreto infine lascia ampio margine ai soggetti pubblici e privati sull’atto negoziale migliore per costituire i centri di competenza. Che dovrà comunque avere la forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata con alcuni contenuti minimi: dai componenti del centro agli obiettivi fino alla presenza di organi interni, con la loro composizione e i poteri.

© Riproduzione riservata