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L’ aceto balsamico diventa gioiello nelle boutique monomarca De Nigris

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L’ aceto balsamico diventa gioiello nelle boutique monomarca De Nigris

Armando de Nigris presso la Boutique del Balsamico
Armando de Nigris presso la Boutique del Balsamico

Il leader dell’aceto balsamico, il gruppo modenese De Nigris, dopo l’inaugurazione, lo scorso ottobre, del parco monotematico “Balsamico Village” nel Carpigiano e un trimestre di rodaggio in sordina dei primi tre monomarca, annuncia la nascita del progetto “retail” e il primo step di 5 milioni di investimenti (già pronti al raddoppio) per aprire una decina di flagshipstore De Nigris 1889 nel giro di un paio d’anni lungo lo Stivale, che porteranno all’assunzione di circa 50 giovani a regime. Con un obiettivo: «Celebrare nelle nostre boutique l’integrazione delle tre “f” che fanno del made in Italy un’eccellenza unica al mondo: food, fashion e forniture», sottolinea il presidente della secolare family company, Armando De Nigris.

Dall’inizio dell’anno sono stati aperti i flagship negli aeroporti internazionali di Bologna e Napoli e la boutique in corso Magenta 1 a Milano, già inserita nella prestigiosa rivista “Louis Vuitton City Guide” «e stiamo programmando le aperture a Firenze, Venezia e Roma in location strategiche centrali e con negozi inediti dal design curatissimo: templi del fashion più che del lusso - precisa il presidente - dagli arredi ai materiali fino prodotti in vendita (una linea ad hoc studiata e prodotta tutta nei nostri stabilimenti modenesi)». I negozi sono per De Nigris un palco dove portare in scena per turisti e foodies tradizione e qualità dell’aceto balsamico tra boccette, ampolle, perle e un racconto della filiera produttiva che si snoda tra mosti, aceti e legni profumati.

Store in Corso Magenta

A spiegare il concept è il fatto che al timone della nuova business unit commerciale è stato chiamato il retail manager di Hermes, «perché le boutique De Nigris 1889 non sono negozi di aceto, ma scrigni di stile e qualità italiani dove avvicinarsi e conoscere un condimento unico e apprezzato in tutto il mondo», aggiunge il presidente, che preferisce non parlare di traguardi oltreconfine per il progetto di flagshipstore: «L’Italia deve rimanere la capitale del food perché abbiamo un patrimonio enorme e ancora molta storia da scrivere, se riusciamo a a contaminare le diverse forma della nostra creatività artigianale e ad allevare e trattenere i migliori talenti», spiega la terza generazione alla guida dell’azienda familiare, che ha finanziato a tale scopo una Academy interna dove forma all’arte acetaia i top laureati italiani in materie scientifiche.

Il gruppo è già presente all’estero sugli scaffali della Gdo in 72 Paesi ed è leader con il 27% del mercato mondiale dell’aceto: oltre l’80% dei 77 milioni di fatturato 2016 è export. «E ogni anno reinvestiamo il 20% dei volumi in progetti di innovazione e sviluppo», precisa De Nigris, 120 dipendenti fra i tre stabilimenti modenesi e il sito di Caivano, Napoli, dove la famiglia iniziò l’avventura tra aceti e condimenti 128 anni fa e dove ha da poco lanciato la produzione di un novel food funzionale a base di aceto di mele “MelaMadre”. Da Caivano la famiglia De Nigris arrivò poi 25 anni fa a Modena, patria dell’Igp del balsamico, diventando il primo player italiano, con il 22% del mercato domestico e una capacità produttiva di 30 milioni di litri l’anno.

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