Impresa & Territori

Auto, scatto di Fca in Europa

industria

Auto, scatto di Fca in Europa

Il calendario aiuta ma la spiegazione è soprattutto altrove, in una ripresa corale degli acquisti che rilancia il mercato dell’auto in tutta Europa, con Fca a realizzare la migliore performance tra i maggiori costruttori migliorando sensibilmente la propria quota di mercato.

Il marzo migliore di sempre (penalizzato, quello 2016, dalla festività di Pasqua) vede immatricolazioni (Ue+Efta) in crescita del 10,9%, 191mila vetture in più frutto di un progresso che coinvolge i maggiori mercati, a partire dall’Italia (+18,2%), con aumenti a doppia cifra anche in Germania e Spagna e segni meno visibili in appena quattro piazze minori. Un trend, sottolinea il centro studi Promotor, che se confermato nei prossimi mesi porterebbe le immatricolazioni di vetture in Europa a sfiorare quota 16 milioni, oltre il top pre-crisi del 2007.

In termini di crescita percentuale tra i primi nove costruttori la performance migliore è per Fca (+18,2%), che incrementa le vendite in quasi tutti i mercati e per tutti i marchi (Alfa Romeo +45,7 %, Fiat +17,1%, Lancia +15,2%, Jeep +8,5%), migliorando di mezzo punto la propria quota di mercato in Europa, salita nel mese al 6,8%, al 7,1% tenendo conto dell’intero primo trimestre. Quasi raddoppiate, grazie alla Levante, le vendite di Maserati: 1364 unità rispetto alle 750 di marzo 2016.

Lo scatto in Europa per il settore è parte di un trend più ampio, quasi univoco, che ad eccezione degli Stati Uniti (-1,6% a marzo) coinvolge Cina (+2%), Brasile (+7,1%), Russia (+9,4%) Messico (+17,2%), Giappone (+9,6%).

Forza della domanda visibile anche all’interno dei dati Istat, dove da tempo l’auto è tra i comparti più tonici. I dati di febbraio (+12,7%) confermano il trend, spingendo il made in Italy al quarto progresso consecutivo su base annua (+2,3%), crescita che in realtà, spiega l’Istat, sarebbe più che doppia tenendo conto nel mese di un calendario meno favorevole.

In Europa il quadro è variegato, con Germania e soprattutto Spagna (+9,8%)e Polonia a migliorare la media, mentre altri mercati chiave per le nostre merci come Francia e Regno Unito risultano in frenata: il dato globale nella Ue (+1,3%) è il risultato meno brillante dallo scorso ottobre.

Le note più liete sono però nei Bric’s, per quasi tutto il 2016 elemento di freno nelle commesse oltreconfine. Ora il rimbalzo è corale e convinto, a partire dalla Cina, che traduce in maggiori acquisti dall’estero (+33,7% nel primo bimestre, cioè 468 milioni in più) lo scatto deciso del Pil.

L’ANDAMENTO ANNUALE DELL’EXPORT
Variazione tendenziale congiunturale. (Fonte: Istat)

Altrettanto positivo, perché ormai presente da alcuni mesi e visibile per più settori, è il rimbalzo in Russia (+31,2%, 242 milioni di commesse aggiuntive), con crescite a doppia cifra che coinvolgono beni di largo consumo e prodotti industriali, a conferma di una generale ripresa degli acquisti sia per le famiglie che per le imprese. In termini settoriali, come detto, prosegue il momento d’oro dell’auto, in grado di piazzare l’ennesima crescita a doppia cifra, un progresso di quasi 20 punti nel bimestre che si traduce in incassi aggiuntivi per quasi 600 milioni. Vendite (3,6 miliardi tra gennaio e febbraio) che lievitano ovunque, con progressi a doppia cifra in Germania, Francia, Stati Uniti, addirittura quintuplicate a 241 milioni (oltre il livello della Spagna) in Cina. Altrove il quadro è decisamente meno brillante, con la presenza di numerosi segni meno (macchinari,tessile,mobili): solo “correggendo” i dati per tenere conto del calendario si avrebbero performance accettabili.

EXPORT, L’ANDAMENTO DEI SETTORI
(Fonte: Acea)

Ma il dato meno gradito è certo quello in arrivo dal lato delle importazioni, rimbalzate di oltre nove punti per l’impennata dei listini del greggio. Rimbalzo (+57%) che dimezza l’avanzo commerciale del mese, con costi aggiuntivi legati all’energia per 3,2 miliardi di euro nel primo bimestre, cifra che certamente lieviterà con il passare dei mesi.Ipotizzando un marzo stabile, i numeri di questo avvio d’anno per le esportazioni nette fanno ipotizzare nel primo trimestre un possibile contributo negativo del commercio estero al Pil. Anche se - spiega il senior economist di Intesa Sanpaolo Paolo Mameli - , tenendo conto dei progressi del commercio mondiale, nei prossimi mesi il trend del made in Italy dovrebbe comunque migliorare.

AUTO, LE PERFORMANCE DEI GRUPPI
Immatricolazioni a marzo 2017 e variazione % . (Fonte: Acea)

© Riproduzione riservata