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In Toscana nasce il primo impianto geotermico a bassa temperatura

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In Toscana nasce il primo impianto geotermico a bassa temperatura

Non solo geotermia ad alta entalpia, come quella di Enel Green Power. In Toscana, terra di lunga tradizione geotermica, si avvicina il debutto tricolore della geotermia a media entalpia, con temperatura del fluido tra 90 e 150 gradi, a opera della società toscana Magma Energy Italia, controllata da Graziella Green Power (Gruppo Graziella della famiglia aretina Gori) e partecipata dalla canadese Alterra Power corporation.
Magma Energy ha appena ottenuto dalla Regione Toscana, dopo un iter lungo più di due anni, la pronuncia positiva di compatibilità ambientale al progetto di perforazioni esplorative da realizzare nel Comune di Castelnuovo Val di Cecina (Pisa), tassello del permesso di ricerca “Mensano”.

Il progetto, che vale una 15ina di milioni, prevede due pozzi a una profondità massima di 3.500 metri, anche se si prevede di intercettare livelli geotermici produttivi a partire da circa 2.200 metri. I lavori di perforazione, realizzati con una tecnologia innovativa sviluppata da General Electric- Oil&Gas nello stabilimento fiorentino del Nuovo Pignone, partiranno tra qualche mese, in tandem con quelli che, sempre nel Comune di Castelnuovo Val di Cecina, aspettano il via libera del ministero dello Sviluppo economico.
La valutazione d’impatto ambientale (Via) nazionale, in questo secondo caso, abbraccia i pozzi esplorativi e una centrale geotermica sperimentale a media entalpia sempre nel Comune di Castelnuovo Val di Cecina: si tratta di un impianto a ciclo binario con la totale reimmissione del fluido, dunque con impatto ambientale praticamente azzerato.

La centrale sperimentale di Castelnuovo avrà una potenza di cinque megawatt e svilupperà 40 milioni di Kwh di energia elettrica all’anno, equivalente al consumo di 14mila famiglie. L’investimento previsto è di 42 milioni di euro.
Una volta avviati i progetti operativi, Magma attuerà un piano di investimenti diretto allo sviluppo del territorio, da tempo contrario alle perforazioni (sia il Comune di Castelnuovo Val di Cecina che quello vicino di Casole d’Elsa hanno espresso parere negativo al progetto).
«La centrale geotermica apre la strada alla disponibilità di energia elettrica e di calore a basso costo – spiega Jacopo Magrini, amministratore delegato di Graziella Green Power - Abbiamo già investitori disponibili a sviluppare sia il termalismo “artificiale”, sull’esempio di quello che esiste in Islanda, che la serricoltura». Senza dimenticare, aggiunge Magrini, le positive ricadute occupazionali e il fatto che tutta la tecnologia è fatta in Toscana. Grazie alla partnership con Graziella Green Power, Ge Oil&Gas ha infatti applicato in modo del tutto nuovo, e per la prima volta in Italia, una tecnologia inizialmente sviluppata per il settore petrolifero, ora trasferita a quello geotermico considerato ad alta potenzialità per il futuro.

Il Gruppo Graziella, che controlla una storica azienda aretina della gioielleria e (da poche settimane) l’azienda fiorentina di pelletteria Braccialini, è operativa nelle energie rinnovabili dal 2010, in particolare nel fotovoltaico, nelle biomasse, nel mini-eolico e, dal 2012, nella geotermia. Ora la fase burocratica, di richiesta di permessi di ricerca, di autorizzazioni alle perforazioni esplorative e alla realizzazione della prima centrale sperimentale, sta per lasciare il posto alla fase operativa. «Le nostre centrali hanno un impatto ambientale minimo perché prevedono la totale reimmissione del fluido e dunque non hanno emissioni», sottolinea Magrini.
La media entalpia finora non è stata sviluppata in Italia: soltanto Enel Green Power ha un impianto sperimentale da 1 megawatt a ciclo chiuso sul Monte Amiata, nel sito geotermico di Bagnore 3, che però non è alimentato col fluido primario del sottosuolo ma con quello “di scarto” costituito dai reflui dell’acqua calda.

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