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Milano guida la carica delle smart city in Italia

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Milano guida la carica delle smart city in Italia

Dalla mobilità sostenibile alla gestione dei rifiuti, sono solo alcuni degli indicatori per capire dove stanno andando le nostre città e quanto sono lontane dai traguardi fissati dall’Onu per il 2030. Presentata ieri mattina a Milano, nella sede del Comune, Palazzo Marino, un’anteprima l’edizione 2017 della ricerca “I City Lab”, illustrata il 24 e 25 ottobre prossimi nella cornice del Forum Pa, proprio nel capoluogo milanese, che nelle ultime tre edizioni di “ICity Rate” si è piazzata in testa alla classifica delle smart city italiane.

Una posizione, ha spiegato l’assessore allo Sviluppo economico, Cristina Tajani, « che conferma come le politiche attuate in questi anni su innovazione economica, sostenibilità ambientale, mobilità, sviluppo e partecipazione rendano Milano sempre più smart e rafforzano la propria efficacia di anno in anno».

«Abbiamo scelto Milano per il prossimo “ICity Lab” - ha sottolineato Gianni Dominici, direttore generale del Forum Pa - perché in questo momento è la città che meglio di altre sta lavorando in una logica di “laboratorio urbano” mettendo al centro del cambiamento tutti gli attori del tessuto cittadino».

In primo piano, naturalmente, la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico locale: l’offerta di posti-km per traporto locale pro-capite è in peggioramento in tutto il Paese. Il comune di Milano è quello che se la cava meglio, al primo posto (14,7) seguito da Venezia (11,1). Milano è leader anche per dotazione di veicoli in sharing, sia automobili (351) che biciclette (4.650), servizi che mancano ancora in molte città (il car sharing a postazione fissa è presente solo in 24 Comuni capoluogo e il bike sharing in 60). Per le zone a traffico limitato Milano è preceduta da Bergamo, prima in Italia con 14,3 kmq di Ztl.

Sul fronte delle polveri sottili. Il valore limite giornaliero del PM10 è stato superato in 45 aree urbane. Le situazioni più critiche a Frosinone, Pavia, Vicenza, Milano e Torino, mentre le città “virtuose” sono Livorno, Siena, La Spezia, Bolzano, Macerata, Trapani e Sassari.

I comuni capoluogo si caratterizzano anche per valori di produzione pro capite di rifiuti generalmente superiori alla media nazionale (488 kg/abitante per anno) e contribuiscono per quasi il 29% al totale della raccolta differenziata nazionale. Treviso, Pordenone, Mantova, Belluno e Trento raccolgono in differenziata oltre il 70% dei rifiuti urbani; al contrario a Isernia, Messina, Siracusa, Palermo e Enna meno del 10% .

Non meno significativo è il capitolo “povertà e abbandono scolastico”. Critici, invece, i livelli di abbandono scolastico a Caltanissetta (41,7%), Palermo (40,1%), Catania (38,6%) e Prato (38,5%), mentre le città con minore dispersione scolastica sono Benevento (14,3%), Frosinone (15,1%), Ancona (15,5%), Perugia (17,8%) e Isernia (17,9 per cento).

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