Economia

Human Technopole apre anche ai privati

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URBANISTICA

Human Technopole apre anche ai privati

Il progetto dello Human Technopole accelera e guarda all’autunno, già al prossimo ottobre, per far partire la Fondazione che governerà il centro di ricerca su cui il Governo ha scommesso 140 milioni all’anno per i prossimi dieci anni. Un polo d’eccellenza che promette di guardare ai migliori modelli internazionali – dal Francis Crick di Londra al «Dzne» di Bonn, il centro sulle malattie neurodegeneratative appena inaugurato dalla Merkel – aprendo le porte alle collaborazioni con le imprese.

Il Tecnopolo potrà infatti siglare partnership scientifiche e accettare commesse di ricerca dalle imprese. Ma le aziende potranno anche entrare come “soci di minoranza” a fianco dei 3 ministeri, soci fondatori (Miur, Salute ed Economia) : «Non abbiamo preclusioni, ci saranno paletti precisi nello statuto che stiamo definendo, ma chi vorrà investire fondi e dotazioni nel Tecnopolo potrà entrare nella Fondazione, penso anche alle imprese o alle fondazioni di ricerca create dalle aziende, come le charities del modello anglosassone», spiega al Sole 24 Ore Stefano Paleari che guida il Comitato per lo Human Technopole composto da 12 membri fra cui i rettori delle università pubbliche milanesi, i presidenti del Cnr e dell'Istituto Superiore di Sanità, il presidente e il direttore dell’Iit di Genova e scienziati di livello internazionale.

Da mesi il Comitato lavora alla fase di start up di quello che proverà a diventare uno die poli all’avanguardia per lo studio medico del genoma e alle scienze della vita sorgendo nel cuore di quella che era l’Expo. Gli uffici del Tecnopolo saranno posizionati infatti proprio all’interno del simbolo dell’esposizione: Palazzo Italia accanto all’albero della Vita. «È una scelta felice, in tutti gli incontri internazionali che ho avuto, mi hanno manifestato un grande interesse e mi hanno fatto i complimenti per la scelta del posto che lo ricordo è stato visto da 21 milioni di visitatori», chiarisce Paleari. Che aggiorna anche la tabella di marcia verso l’opertività della Fondazione Human Technopole: «Consegneremo lo statuto molto in anticipo il prossimo 12 giugno, non so se ci sarà anche una consultazione pubblica che auspico, ma già a ottobre la Fondazione potrebbe essere operativa e come primo atto potrebbe assumere il direttore generale il cui bando di selezione è già partito, mentre entro l’estate pubblicheremo i bandi per i primi 80 tra ricercatori e amministrativi che potranno cominciare a lavorare da fine anno».

I prossimi appuntamenti prevedono innanzitutto a maggio il punto sul bando del direttore generale - la selezione spetterà all’Iit di Genova, ma il Comitato lavorerà comunque ai criteri per sceglierlo - e poi il via libera all’atteso statuto. Che dovrà garantire «la flessibilità necessaria, a esempio per i reclutamenti dei ricercatori con la possibilità di stipendi in grado di attrarre i migliori», aggiunge ancora il presidente del Comitato di coordinamento che guarda al Tecnopolo come a «un hub che mette in collegamento competenze e centri di ricerca e dove i ricercatori sono i passeggeri in transito che qui possono lavorare su specifici progetti per un determinato periodo accelerando con questa esperienza la loro carriera». Human Technopole quando sarà totalmente a regime - nel 2024 - avrà un nucleo di 1500 persone, in gran parte giovani ricercatori a cui si potranno aggiungere dottorati e post doc. Per il modello il Comitato guarda anche all’estero: «Negli ultimi anni - avverte Paleari - stanno sorgendo in molti Paesi centri specializzati in scienze della vita, i migliori esempi recenti sono il Francis Crick di Londra e il centro sulle malattie neurodegenerative di Bonn». 

E se Palazzo Italia ospiterà gli uffici del futuro tecnopolo, lì accanto sorgeranno altri due edifici per il lavoro di ricerca, mentre altre due strutture di Expo verranno riconvertite. Solo una piccola porzione di tutta l’area su cui potranno insediarsi anche le imprese. «La presenza di aziende, soprattutto se farmaceutiche o specializzate nei dispositivi biomedici, porterà solo benefici come la presenza dell’università Statale con i suoi 20mila studenti e docenti», avverte ancora il presidente del Comitato che guarda molto positivamente anche alla possibilità che nell’area dell’ex Expo arrivi l’Ema, l’agenza europea dei farmaci che dopo Brexit cerca una nuova sede: «Sarebbe un grande risultato per l’Italia e un elemento di accelerazione anche per il progetto dello Human Technopole»

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