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Gli Stati Uniti spingono i ricavi (record) di Illycaffè

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Gli Stati Uniti spingono i ricavi (record) di Illycaffè

(Contrasto)
(Contrasto)

Il fatturato di Illycaffè al suo massimo storico. L’azienda triestina ha approvato il bilancio consolidato del 2016: si chiude con ricavi per 460,4 milioni, in crescita del 5,3%, un Ebitda sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente, 65,3 milioni, e un utile netto di 16,6 milioni (16). La posizione finanziaria netta è negativa per 121 milioni (-112 milioni) ma il rapporto debito/equity scende sotto l’unità, esattamente a 0,94 (incidono gli stock di caffè nei magazzini).

Nel bilancio 2015 la crescita dei ricavi era stata di quasi il 12%. «L’anno scorso però - sottolinea il presidente Andrea Illy - abbiamo migliorato i volumi più del fatturato. Inoltre le vendite realizzate sui mercati internazionali sono salite al 64% (dal 63% ndr), grazie a una crescita generalizzata di tutte le filiali e all’ottima performance degli Stati Uniti. In particolare, a un key account come United Airlines che offre il nostro caffè a oltre 100 milioni di passeggeri».

Meno moka più capsule
L’anno scorso le vendite di caffè in Italia nella grande distribuzione sono calate, secondo Iri, a volume dell’1% e a valore dello 0,7% a 1,1 miliardi. In calo tutti i segmenti (anche il Moka -1,4%, e il decaffeinato -5,5%), eccetto le capsule che balzano del 17,5% a 231 milioni di euro. In crescita invece il canale ristorazione con il 2%. «Abbiamo recuperato nell’Horeca - osserva l’imprenditore - grazie a un affinamento della nostra strategia: non si poteva più assistere a un arretramento annuale del 2% nel canale bar da 6-7 anni. Mentre nel modern trade siamo rimasti stabili grazie anche al nostro barattolo più piccolo di caffè: è percepito con un prezzo medio migliore e giova il riciclo del contenitore».

Quanto alla performance piatta dell’Ebitda nel 2016, Illy spiega che «il 2016 è stato l’anno del cambio di governance che ha indotto un appesantimento dei costi. In azienda è entrato per la prima volta un amministratore delegato esterno e, più recentemente, sono arrivati tre nuovi manager». Un anno fa Illycaffè ha cooptato Massimiliano Pogliani, con un passato in Saeco e Nespresso. E negli scorsi mesi sono arrivati il direttore marketing Guido Sciascia (da Luxottica), il direttore retail operation Massimo Furlan (da Peck) e il direttore technology & product development Alessandro Benedetti (da Nespresso).

La concentrazione
Il mondo del caffè si consolida, cosa cambia con la nuova governance? «La strategia rimane immutata - risponde Illy -. La stella polare è quella di offrire il massimo della qualità. E l’espansione va perseguita con una strategia omnichannel. Più penetrazione nell’Horeca, più crescita nel caffè porzionato, sviluppo dell’ecommerce». Nel BtoC, Illycaffè dispone nel mondo di 236 negozi monomarca, di cui 163 illy caffè (15 a gestione diretta) e 73 illy shop (8). «Il modello San Francisco è quello di riferimento - osserva Illy -. Abbiamo 7 illy caffè e 1 illy shop: il consumatore assaggia il nostro caffè e poi lo ordina online». Quanto al 2017 «l’anno è iniziato in lieve crescita, ma sotto il budget - conclude Illy - per effetto delle tasse istituite in Grecia e per Brexit. Il 2017 sarà, nel complesso, un anno interlocutorio ma dal 2018 torneremo a crescere a pieni giri».

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