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L’Alto Adige mette in rete il welfare

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L’Alto Adige mette in rete il welfare

L’azienda che supera i mille dipendenti e quella che raggiunge a stento la dozzina, quella alimentare e quella metalmeccanica. Il nuovo contratto di rete presentato in Assoimprenditori Alto Adige mette insieme realt di diverse dimensioni e settori, con un unico obiettivo: offrire ai propri dipendenti le prestazioni di welfare aziendale pi ampie e differenziate fra quelle previste dalla norma. la prima esperienza del genere nella provincia autonoma, mentre casi simili si contano a Trento, Varese, Brescia, Reggio Emilia e Avellino.

Grazie alle disposizioni introdotte in Italia dalla legge di Stabilit, i benefit erogati a titolo di welfare aziendale non vengono tassati: in questo modo aumenta la retribuzione reale per i dipendenti, spiega il direttore di Assoimprenditori, Josef Negri. Le ricadute positive sono dunque per chi lavora, per le imprese stesse che usufruiscono della detassazione e possono investire in responsabilit sociale mantenendo l’equilibrio finanziario, ma anche per l’intero territorio, poich fornitori locali di beni e servizi saranno convenzionati generando un volano per l’economia.

Rete #Welfare Alto Adige/Sdtirol raggruppa attualmente dieci aziende per complessivi 2.700 dipendenti. Riunisce Aquaeforst , Birra Forst, Ecorott, Intercable, Loacker, Rchling Automotive (con Rchling Automotive Italia, Rchling Automotive Filters e Rchling Automotive Srl), Thun e Tpa, ma non sono escluse future nuove adesioni.

La presidente Tamara Tonioni, direttore Risorse umane Europe South di Rchling Automotive: Il welfare aziendale sostiene il reddito dei dipendenti e migliora la vita privata e lavorativa. Per le imprese aderenti alla rete significa rafforzare il benessere delle persone, la competitivit aziendale e il rapporto tra l’impresa e il territorio. Con questo accordo dimostriamo che le nostre aziende sanno essere innovative sotto molti punti di vista.

Il dipendente accede ai servizi tramite una piattaforma online sviluppata e gestita da Willis Towers Watson: simile a un sito di shopping, facile da usare, consente di scegliere fra le diverse sezioni il servizio desiderato, senza annullare le differenze fra le singole realt aderenti: Ogni azienda mantiene la propria autonomia, anche per motivi fiscali. Inoltre, a seconda dei contratti collettivi di riferimento e della scadenza dei contratti integrativi, ciascuna azienda sceglie quando iniziare, trovando un supporto pronto che elimina costi e burocrazia – sottolinea Barbara Ambrogioni di Wtw – Le nostre statistiche ci dicono che le prestazioni pi richieste riguardano la sanit, cure mediche, assistenza, buoni spesa e benzina, ma senza dimenticare che c’ una vita dopo il lavoro, e per questo abbiamo inserito viaggi e palestre.

Nella rete l’azienda grande e quella piccola trovano le stesse opportunit, sfruttando la massa critica raggiunta; la logica di questa collaborazione apre anche a possibili sviluppi su progetti diversi, dal marketing all’export alla formazione del personale, come nella logica di questo strumento, che conta ormai oltre 3.600 contratti di rete in Italia, per 19mila aziende coinvolte.

La rete – spiega Antonello Montante, presidente di RetImpresa – una grande opportunit per sperimentare nuove forme di sinergia e coinvolgere e valorizzare anche imprese di minori dimensioni che da sole avrebbero pi difficolt ad offrire piani di welfare strutturati. Questa iniziativa - conclude Montante - rientra in un progetto di sistema pi ampio per la diffusione delle reti di impresa, sulle quali Confindustria punta come strumento di cooperazione trasversale per la crescita competitiva di aziende e territori e modello culturale per una societ pi inclusiva e corresponsabile.

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