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La finanza innovativa leva per il Sud

MEZZOGIORNO & SVILUPPO

La finanza innovativa leva per il Sud

L’ area industriale di Bagnoli   a Napoli.   (FOTOLIA)
L’ area industriale di Bagnoli a Napoli. (FOTOLIA)

Un confronto tra il mondo delle imprese e quello della finanza. Per favorire il dialogo, approfondire i benefici di un’apertura delle aziende ai capitali, al private equity e venture capital. Con il fine ultimo della crescita, delle imprese e del paese. Primo appuntamento ieri a Napoli, nella sede dell’Unione industriali, organizzato da Confindustria e governo. «Una scelta che ha un alto valore simbolico, Napoli simbolo della rinascita del Mezzogiorno, di quella questione industriale che parte dalla Campania e diventa questione nazionale», ha detto Vincenzo Boccia, aprendo la conferenza stampa dopo l’evento, che si è tenuto a porte chiuse.

«L’incontro mi ha permesso di costatare la vitalità delle imprese meridionali, l’interesse che hanno per gli investitori istituzionali e che a loro volta suscitano. Ho potuto verificare che gli strumenti messi in atto sono stati utili. È un grande incoraggiamento alla politica del governo, basata sul dialogo con le imprese», ha commentato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Seduto accando a Boccia e Padoan, anche il ministro della Coesione territoriale Claudio De Vincenti: «il Sud dimostra grandi potenzialità imprenditoriali, eccellenze di innovazione, capacità lavorativa. La sua crescita serve a tutto il paese», sono state le sue parole, mentre il sottosegretario allo Sviluppo, Ivan Scalfarotto, a riprova del dinamismo del Sud, ha affermato: «l’export del Sud rappresenta il 10% del totale, ma nel 2016 ha avuto risultati maggiori della media nazionale, +8% rispetto all’1,1».

Spingere sul ricorso a strumenti finanziari diversi rispetto al credito bancario, dai minibond ai Pir al Progetto Elite, può rappresentare un moltiplicatore della crescita. “Italy is Now and Newt, venture capitale e private equity nel Sud del Pese” era il titolo dell’iniziativa, la prima di un road show che coinvolgerà tutto il paese. Imprese del Sud, 40 in tutto, governo, esponenti di istituzioni finanziarie come Bei, Cdp, Fondo italiano investimenti, progetto Elite di Borsa italiana, Sace, Simest, Invitalia, Aifi e alcuni fondi: in tre ore sono state approfondite potenzialità e criticità, come la burocrazia da snellire, degli strumenti a disposizione.

«Tutto questo è funzionale alla competitività delle imprese italiane e ad attrarre ricchezza nel paese. Il motivo dell’incontro era confrontarci, informare le aziende, con un ruolo delle associazioni sempre più proattivo, per accompagnarle in una crescita culturale e dimensionale, per uno sviluppo delle imprese stesse e del paese, con il governo e Confindustria che fanno sistema», ha spiegato Boccia. C’è la volontà di andare avanti, tanto più che, come ha detto il ministro Padoan «le misure prese dal governo stanno costituendo un’infrastruttura finanziaria e sono strumenti utili per trasformare la ripresa della crescita da ciclica a strutturale». Finanza per la crescita, quindi. E De Vincenti ha annunciato che il via libera a Invitalia per l’acquisizione della Banca del Mezzogiorno da Poste Italiane è atteso dal governo entro giugno.

Tra strumenti finanziari, il credito di imposta, ammortamenti e superammortamenti che possono portare il vantaggio fiscale tra il 35 e il 45% «invesire al Sud è conveniente», ha sottolineato Boccia. Benefici fiscali che si sommano alle altre opportunità, come ad esempio il progetto Elite promosso da Borsa Italiana e Confindustria: «significa crescere senza debito e va reso quantitativamente rilevante. Se riuscissimo a far partecipare mille imprese e ciascuna attraesse 5 milioni avremmo 5 miliardi di capitali nelle imprese da parte di fondi istituzionali, risorse che diventano investimenti. C’è un effetto moltiplicatore consistente, dal progetto di una singola impresa si costruisce un progetto paese». Boccia ha sottolineato il ruolo proattivo di Confindustria e delle associazioni, per spingere le piccole imprese a crescere e le medie aziende, che sono più attente agli strumenti finanziari, a farlo ancora di più. Ieri era presente anche il presidente della Piccola industria di Confindustria, Alberto Baban, oltre al vice presidente per le Politiche di coesione territoriale, Stefan Pan.

Finanza, ma non solo. Al ministero dello Sviluppo, come ha spiegato Scalfarotto, lavorano per spingere l’internazionalizzazione: ci sono, ha detto, il progetto Export Sud, per le imprese che sono alla prima esperienza nei mercati internazionali, e Alto potenziale, per quelle tra i 50 e 150 milioni di euro di fatturato già presenti in 3 mercati, per conquistare ancora maggiori spazi.

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