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Scatto dell’industria in Lombardia

CONGIUNTURA

Scatto dell’industria in Lombardia

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La locomotiva accelera. Con uno scatto deciso visibile in tutti gli indicatori, dalla produzione ai ricavi; dalle nuove commesse all’occupazione, il primo trimestre 2017 restituisce il quadro di una manifattura lombarda in forte ripresa, un recupero corale che coinvolge quasi tutti i settori e che porta l’indice dell’output a ridosso dei livelli europei. Nell’indagine di Unioncamere-Confindustria Lombardia, tra gennaio e marzo la produzione lievita del 4%: si tratta del sedicesimo progresso trimestrale consecutivo e per trovare un valore più alto occorre tornare indietro di quasi sei anni. L’indice si porta a quota 106,8, appena ad un punto di distanza dalla media Ue, decisamente al di sopra (94,2) della media nazionale.

Un progresso evidente anche nei ricavi (+5,2%) e probabilmente replicabile nei prossimi mesi, a giudicare dalla forza delle commesse, in crescita del 4% sul mercato interno, di oltre sette punti oltreconfine.

In termini settoriali solo il tessile resta in terreno negativo, con scatti decisi che coinvolgono invece settori chiave come chimica e meccanica. Balzo, quest’ultimo, che si traduce in termini geografici nelle ottime performance di Brescia e Lecco.

A sperimentare oggi un recupero produttivo superiore al 5% è il 41% del campione, in crescita rispetto al periodo precedente, quasi un livello doppio rispetto alle aziende che invece vedono l’outupt in frenata analoga.

La dimensione del recupero in termini produttivi è tale da tradursi in nuova occupazione, con un saldo positivo tra ingressi e uscite pari allo 0,5% e un nuovo calo della Cig richiesta dalle aziende: domanda avanzata dall’8,9% del campione, oltre 4 punti in meno rispetto allo stesso periodo 2016.

Positive sono anche le attese per i prossimi mesi, con una crescita dei saldi positivi sia per la domanda interna che per quella estera: l’indice dell’output è visto in crescita di un punto a quota 107,9 (l’attuale livello nella Ue).
«Il trimestre - spiega il presidente della piccola industria di Confindustria Gianluigi Viscardi - rappresenta per la Lombardia il punto di svolta, al traino del manifatturiero – Tutto ciò indica che siamo entrati in un circolo virtuoso e, come Confindustria Lombardia aveva in più occasioni sottolineato, affinché l'Italia ricominci a crescere in maniera costante, sostenibile e competitiva è necessario che la Lombardia cominci a correre. E dai dati illustrati oggi sembra che questo momento sia finalmente arrivato. È evidente che il settore manifatturiero stia reagendo positivamente al grande stimolo fornito dal Piano nazionale su Industria 4.0, che emerso anche da un recente studio Ucimu, sta cominciando a dare i propri frutti. Ma è stato importante, per l’intero sistema economico lombardo, che le imprese si siano fatte trovare pronte. In proposito vorrei rilanciare qui la proposta fatta dal presidente di Ucimu Massimo Carboniero al Ministro dello Sviluppo economico Calenda di trasformare il superammortamento in un provvedimento strutturale e di inserire l’Iperammortamento anche nella prossima Legge di Stabilità».

La manifattura lombarda - commenta il vice presidente di Unioncamere Lombardia Daniele Riva - sembra in grado di agganciare la fase di consolidamento della crescita mondiale, come confermato dal forte incremento degli ordini esteri anche se segnali positivi giungono anche dal mercato nazionale. In sintesi, il quadro che emerge è incoraggiante e le aspettative degli imprenditori tendono a guardare in senso positivo anche per il prossimo trimestre.

Un segnale che da un lato sembra essere in sintonia con l’accelerazione della crescita globale, opportunità che la Lombardia sembra aver colto più rapidamente del resto del Paese, e con i primi segnali di ripresa degli investimenti che emergono dai dati di contabilità nazionale.

Gli osservatori internazionali sottolineano però i rischi che si accompagnano al rafforzamento del ciclo economico e che sono sostanzialmente di natura geopolitica: tali elementi impongono da un lato il mantenimento di una costante attenzione al monitoraggio del sistema economico regionale e dei suoi territori e dall'altro il rafforzamento di comuni strategie di intervento volte allo sviluppo del sistema economico regionale e al continuo miglioramento della sua competitività».

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