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L’erba medica alla conquista del mercato cinese

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L’erba medica alla conquista del mercato cinese

Erba medica, Medicago sativa
Erba medica, Medicago sativa

A due anni dall’avvio dell’iter autorizzativo la filiera romagnola dei foraggi essiccati che fa capo a Legacoop si prepara a fare rotta sulla Cina. A guidare il piano di espansione nel gigante asiatico è la Sopred di Ravenna, 850 soci agricoltori che garantiscono ogni anno mediamente la lavorazione e la vendita di 50mila tonnellate di erba medica. Nei due stabilimenti della cooperativa della provincia romagnola, a Campiano e a Cà Bosco, hanno già fatto tappa gli ispettori governativi incaricati di verificare la conformità della produzione alle normative sanitarie in vigore nel Paese asiatico ed è atteso nei prossimi mesi il definitivo via libera alle esportazioni.

«Per noi – dice il presidente di Sopred Italino Babini – la Cina rappresenta il mercato di sbocco per raggiungere il massimo della capacità produttiva potenziale dei nostri impianti». Una svolta che oltre a Sopred coinvolge anche Apros , la coop faentina che con 234 soci opera nel campo della moltiplicazione dei semi. Il gruppo ravennate rappresenta una realtà imprenditoriale all’avanguardia con un forte profilo internazionale. Circa il 70% della produzione è già destinato a soddisfare la domanda estera, in particolare quella proveniente dai Paesi arabi, Emirati in testa, dall’area del Nord Africa e dal Giappone. L’apertura del mercato cinese arriva grazie alla conclusione, dopo oltre 24 mesi, delle pratiche di accreditamento da parte di Aife, l’associazione italiana foraggi essiccati, step che prelude al rilascio del benestare per far partire le esportazioni.

L’erba medica continua ad avere un ruolo importante per le aziende agricole, sia per quanto riguarda la rotazione delle colture sia per la remunerazione che riesce a garantire. In Asia, oltre che in Giappone, la filiera guidata da Sopred è già presente anche a Taiwan e nei Paesi del Far East. Il gruppo sta completando un piano di investimenti da 2,5 milioni di euro per l’ammodernamento degli stabilimenti, con nuove tecnologie per aumentare la capacità produttiva e ridurre i consumi energetici.

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