Impresa & Territori

Inflazione, più vicino l’obiettivo Bce

L'Analisi|l’analisi

Inflazione, più vicino l’obiettivo Bce

In aprile, secondo la conferma dell’Istat, l’inflazione italiana sfiora l’obiettivo del 2% indicato da tempo dalla Banca centrale europea. Tuttavia se il risultato finale va oltre le attese di inizio mese, nei dettagli dell’andamento dei prezzi ci sono ancora molti segnali di debolezza, che richiamano alla cautela per poter dire che l’inflazione si è consolidata sulla linea voluta da Mario Draghi. Molti, come segnalano la stessa Istat e gli uffici studi delle associazioni dei consumatori e dei commercianti, i così detti “fattori stagionali”.

Il dato tendenziale dell’1,9% di aprile è sostenuto soprattutto dal balzo delle tariffe energetiche (+5,4% per l’elettricità e +5,9% per il gas) e da quelle dei trasporti (su cui hanno influito in forma preponderante i ponti festivi). Non per nulla l’Istat dice che l’inflazione di fondo rilevata nel mese in corso - senza la componente energetica e alimentare - segna un più modesto +1,1 per cento. Ed è altresì importante osservare che proprio i prezzi del cosi detto carrelo della spesa (la componente a più alta frequenza di acquisto con alimentari e beni per la casa e la cura della persona) per il terzo mese consecutivo scende (-0,4%) con un dato tendenziale dell’1,8%. È su questo scenario che si concentra l’allarme delle associazioni dei consumatori, secondo le quali la componente energetica non farà altro che indebolire il poter di acquisto delle famiglie, in particolare delle fasce più deboli e meno protette.

C’è comunque un aspetto non secondario che potrebbe proiettare presto l’indice italiano dell’inflazione e portarlo ai livelli di altri Paesi europei con tassi di consumo più elevati. Rispetto alle 29 città copoluogo e alle principali aree metropolitane, ben 11 hanno mostrato un andamento dell’inflazione con tassi pari o superiori al fatidico due per cento. Se questa tendenza, al di là dei fattori stagionali, dovesse non solo confermarsi, ma anche ampliarsi, allora anche per l’Italia l’obiettivo indicato dalla Bce sarebbe a portata di mano entro la fine dell’anno in corso.

Ben diverso, invece, rimane il quadro dei consumi. In marzo, ultimo dato rilevato da Istat, le vendite al dettaglio hanno mostrato un andamento stabile ma nella sostanza debole. Nel primo trimestre dell’anno i consumi sono cresciuti in valore solo dello 0,7% rispetto al trimestre precedente mentre i volumi sono stazionari (+0,1%). Numeri che diventano però negativi nel confronto con il marzo 2016. Senza una concreta spinta dei consumi interni e con inflazione al 2% ben difficilemte si concretizzerà la ripresa sperata.

© Riproduzione riservata