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Sardegna, gli albergatori lanciano l’allarme sulla shadow economy

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Sardegna, gli albergatori lanciano l’allarme sulla shadow economy

Marka
Marka

Le previsioni turistiche per la bella stagione, tra crescite e conferme, fanno ben sperare, ma resta da sciogliere il nodo di quella che Federalberghi ha ribattezzato la «shadow economy», ossia il turismo legato all’affitto di appartamenti. Le ultime elaborazioni di Federalberghi-Incipit srl su dati Inside Airbnb hanno provocato la reazione dei rappresentanti delle aziende turistiche dell’isola, che gestiscono complessivamente 109mila posti letto.

Punto di partenza i numeri relativi alla crescita di presenze registrata nell’ultimo periodo (+12% in aprile) e alle previsioni per la stagione estiva (crescita a maggio, giugno, settembre e ottobre e conferme a luglio e agosto con tendenza positiva). Secondo Federalberghi, ad aprile 2017, proprio durante settimana di Pasqua, «in Sardegna risultavano disponibili su Airbnb 12.900 alloggi, rispetto agli 11.912 registrati ad agosto 2016». Quasi mille in più, rispetto allo scorso anno.

«La maggior parte degli alloggi, cioè il 77%, sono riferiti ad interi appartamenti che vengono messi in affitto – spiega Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna -. Dei quasi 13 mila alloggi, 10.200, il 79% per cento, sono disponibili per più di sei mesi e 7.269, pari al 56,3%, sono gestiti da “host” che mettono in vendita più di un alloggio».

Per il numero uno dell’organizzazione che si occupa del sistema della ricettività, «non è più possibile continuare a giocare nello stesso campo con regole diverse: le strutture regolari da una parte, sottoposte giustamente ai controlli ed alle verifiche di rito, e quelle dei «furbetti dell’appartamentino» che non sottoscrivono nessun contratto di affitto, offrono servizi extra a pagamento e, a volte, hanno dipendenti, più o meno regolari, che fanno accoglienza e pulizie. È arrivato il momento che le autorità deputate verifichino e sanzionino chi non è in regola, anche nei confronti del fisco».

Non solo. «Lo scorso anno sono state registrate presenze per 15 milioni di persone censite – spiega -. Ebbene, confrontate e rapportate con i passaggi portuali e aeroportuali viene fuori che le presenze complessive sono state il doppio». Oltre a sollecitare “severi controlli”, Manca lancia un appello ai parlamentari sardi, affinché «durante la discussione della cosiddetta “manovrina” (decreto legge n. 50 del 2017), vengano irrobustite le disposizioni relative al regime fiscale delle locazioni brevi, con l’obiettivo di far pagare le tasse a tutti e di proteggere i consumatori, i lavoratori e la collettività».

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