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Cuneo: infrastrutture e digitalizzazione decisive per il rilancio

la questione industriale

Cuneo: infrastrutture e digitalizzazione decisive per il rilancio

Una stagione che guarda al tema dell’innovazione. Una nuova comunità produttiva che aggrega, intorno al manifatturiero di nuova generazione, le aziende dei servizi avanzati e tecnologici, il credito e la finanza. Con queste parole Mauro Gola, presidente di Kelyan, aziende che opera nell’Ict, e ad della AeC servizi, prende il testimone del presidente uscente degli industriali di Cuneo Franco Biraghi, imprenditore dell’agroalimentare con l’azienda Valgrana.

Un passaggio di consegne che cerca nel tema dell’innovazione il filo rosso per il futuro di un territorio che ha costruito la sua struttura industriale in pochi decenni, a partire dal dopoguerra, che ha vissuto la “sindrome” della Terza isola a causa della carenza di collegamenti e che ha generato alcuni campioni dell’economia italiana, Ferrero in testa. «Innovare è crescere –sottolinea Gola – e oggi possiamo davvero fare la differenza».

Un tema caro al presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che, commentando i dati Istat sottolinea come «sulla crescita l’Italia sia indietro rispetto all’Europa, bisogna andare avanti e attivare la stagione degli investimenti privati. Ammortamenti e super-ammortamenti sono strumenti essenziali per l’industria che vanno resi strutturali in modo tale da contribuire alla costruzione dell’industria italiana in Europa come un’industria ad alto valore aggiunto, ad alta intensità di produttività, ad alta intensità di investimenti».

Alle imprese cuneesi l’appello del nuovo presidente Gola per spingere l’acceleratore sull’internazionalizzazione: «Rappresenta la grande sfida dei prossimi anni su cui Confindustria punta con decisione. Dobbiamo superare le barriere psicologiche che impediscono di essere abbastanza grandi per affrontare la competizione globale». Il controllo e la gestione familiari sono punti di forza, aggiunge Gola, come dimostrano le multinazionali pochettino di cui la provincia è ricca, «finché non costringono l’impresa a rimanere troppo piccola. Troppo piccola per fare ricerca e innovazione».

Crescita, innovazione, investimenti: «Questo può essere un anno che rappresenta una grande occasione per l’industria – aggiunge il presidente Boccia –visti gli strumenti in campo, anche se bisogna fare i conti con le tante criticità del paese. I mercati globali sono mercati di nicchia, e i mercati di nicchia sono fatti per l’industria italiana. Cavalcare la quarta rivoluzione industriale è la grande sfida del paese, riguarda tutti, imprese, sistema finanziario, lavoratori, la politica economica. Siamo la seconda manifattura in Europa, bisogna fare in modo che l’industria contribuisca al benessere e alla crescita del paese quale precondizione per combattere disuguaglianze e povertà».

Biraghi chiude quattro anni di mandato ricordando prese di posizione e dossier aperti per il territorio. Asti-Cuneo, Tenda bis, Colle della Maddalena e aeroporto di Levaldigi. E sulle infrastrutture Boccia sottolinea la posizione centrale dell’Italia in Europa e nel Mediterraneo. «Abbiamo una posizione strategica – spiega – e per sfruttarla abbiamo bisogno di infrastrutture che colleghino il paese al mondo, questo richiede una grande attenzione ai tempi».

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