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Fallimenti in calo: -17% nell’industria nel primo trimestre…

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Fallimenti in calo: -17% nell’industria nel primo trimestre dell’anno

Ok, la crescita del Pil ancora anemica – +0,2% il dato certificato dall’Istat martedì – non permette di parlare ancora di ripresa acquisita. Ma ci sono altri indicatori che, invece, fanno ben sperare. Ora, accanto al balzo in avanti da record delle esportazioni a marzo – +14,5% tendenziale, dato di ieri, sempre Istat , alla crescita della produzione industriale – +2,8% sempre a marzo – e all’incremento dell’inflazione – +1,9% nel mese di aprile – si aggiungono i dati sui fallimenti, sulle procedure concorsuali e sulle liquidazioni volontarie elaborati dal Cerved per il primo trimestre dell’anno.

Sono 19mila le imprese che hanno lasciato il mercato nei primi tre mesi del 2017, il 5,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016. «Si tratta, inoltre, del livello più basso dal 2009» fanno notare dall’ufficio studi di Cerved. Come si arriva al numero di 19mila imprese “scomparse”? Tremila sono i fallimenti che hanno riguardato le imprese, con una riduzione del 17% a livello tendenziale: il dato più basso dal 2011. Altre 400 realtà hanno aperto procedure concorsuali diverse dal fallimento, il 26% in meno rispetto all’analogo periodo 2016. Circa 15mila –secondo la stima Cerved, che potrebbe essere rivista in occasione del prossimo rapporto: esiste infatti un ritardo fisiologico negli aggiornamenti degli archivi camerali – sono poi le liquidazioni volontarie nel trimestre.

I FALLIMENTI PER REGIONE
Numeri assoluti e variazione % tendenziale al primo trimester 2017. (Fonte:Cerved)

L’analisi
«I segnali dei primi tre mesi del 2017 sono positivi – commenta Marco Nespolo, amministratore delegato di Cerved –: il calo di fallimenti e altre procedure concorsuali, già in atto da un paio di anni, ha preso vigore, con l’industria che è finalmente tornata ai valori pre-crisi. La diminuzione di nuovi default, che secondo le nostre attese proseguirà anche nei prossimi trimestri, è un fattore cruciale per favorire lo smaltimento dello stock di Npl e la ripresa del credito alle Pmi».

I fallimenti: bene la manifattura
Prosegue, come detto, il trend di riduzione di fallimenti già in atto da fine 2014 (quando si è toccato il massimo storico). Tra le tipologie di impresa il calo maggiore si riscontra nelle società di persone, -27,4%; -17,6%, invece, per le società di capitale. Per quanto riguarda i settori, il calo maggiore riguarda le imprese manifatturiere, con una riduzione del 21,7% (sono fallite 440 imprese) rispetto al primo trimestre 2016; -18,2% il dato relativo alle costruzioni (che hanno perso 628 realtà) e -16,9% nei servizi (1.600 imprese fallite). A livello territoriale, la classifica per regioni elaborata dal Cerved evidenzia ai primi posti per calo nel numero di fallimenti Trentino Alto Adige (-32%), Molise (-31,6%), Emilia Romagna (-28,5%), Friuli (-28,2%), Piemonte (-27,1%). Per quanto riguarda le macroaree, la performance migliore si riscontra a Nordest, con una riduzione del 23,5%, poi Sud e Isole (-17,1%), Centro (-15,2%) e Nordovest (-14,2%).

PROCEDURE DIVERSE DAI FALLIMENTI PER REGIONE
Numeri assoluti e variazione % tendenziale al primo trimestre 2017. (Fonte: Cerved)

Crollano i concordati in bianco
Le 400 procedure diverse dal fallimento aperte nei primi tre mesi 2017 sono meno della metà rispetto ai picchi del 2013. I concordati preventivi sono stati solo 165: il 43% in meno rispetto allo stesso periodo 2016. Ma c’è anche un altro dato significativo: la riduzione drastica dei cosiddetti “concordati in bianco”: vale a dire, spiegano gli analisiti Cerved, «la possibilità di bloccare le azioni esecutive dei creditori in attesa di presentare un piano di risanamento ed entrare nel concordato preventivo vero e proprio». I concordati in bianco sono risultati circa 400 nel primo trimestre 2017 rispetto alle oltre 1,5 mila domande del primo trimestre 2013. Quello attuale è il minimo da quando è stato creato lo strumento nel 2012. In generale, per quanto riguarda le procedure diverse dal fallimento, i settori produttivi registrano tutti riduzioni superiori al 20%, con punte del -28,2% per le costruzioni.

Liquidazioni per regione
Numeri assoluti e variazione % tendenziale al primo trimestre 2017. (Fonte: Cerved)

Tornano a scendere le liquidazioni volontarie
Dopo il “rimbalzo” tra 2015 e 2016, con una ripresa delle liquidazioni volontarie, nel primo trimestre 2017 il trend è tornato in contrazione: con la riduzione dell’1,6% il numero delle liquidazioni volontarie è ritornato ai livelli del 2008. Il panorama è meno omogeneo rispetto agli altri tipi di procedure (fallimenti e procedure concorsuali), con le costruzioni che fanno segnare ancora un incremento, +1,1% a livello tendenziale, mentre evidenziano riduzioni sia l’industria (-1,7%) che i servizi (-0,8%). Una situazione variegata che si riscontra anche nel rilevamento relativo alle aree geografiche: a fronte di contrazioni diffuse che vanno dal -0,1% del Nordest al -9,3% di Sud e Isole; il Nordovest mostra invece ancora un incremento delle liquidazioni pari al 6,2%. Al Centro, invece, riduzione del 2,3%.

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