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Da Gravina di Puglia alla Silicon Valley: la sfida di una Pmi

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Da Gravina di Puglia alla Silicon Valley: la sfida di una Pmi

  • – di c. a. f.

Raccogliere nuovi capitali per la conquista del mercato americano è la prossima “mission possible” per Roberto Calculli e Marco Landi, rispettivamente ceo e presidente di The Digital Box, azienda di Gravina di Puglia, in provincia di Bari, impegnata nel digital e mobile marketing, e per Virgilio Picca, partner di YourCFO Consulting e cfo dell’azienda pugliese. Dopo essersi consolidata sul mercato nazionale e in Europa, conquistando clienti come Bmw, Mercedes, Divani&Divani, Bata, McDonald’s, Tim e Pages Jaunes, The Digital Box (Tdb) punta ora al salto oltreoceano, in particolare nella Silicon Valley, con prodotti e soluzioni innovativi, in grado di rielaborare le regole del marketing, focalizzandolo soprattutto su contenuti di qualità.

Già presente in 20 Paesi, con oltre 10mila account attivi, The Digital Box è nata dalla volontà di 7 soci che hanno investito capitali propri nel progetto. Il 2016 si è chiuso con un fatturato di 3,1 milioni di euro e la previsione per il 2017 è di superare la soglia dei 7 milioni, anche grazie all’apporto dei mercati esteri. In questo senso la realtà pugliese confida nell’apporto strategico di Landi, ex presidente mondiale di Apple e profondo conoscitore del mercato americano. Ma, inoltre, per crescere l’azienda punta anche al reperimento di nuove risorse finanziarie.

«La trimestrale approvata al 27 aprile – commenta Roberto Calculli – ha già dato ottime indicazioni, con un +11% rispetto al budget di periodo, poco sotto gli 1,5 milioni e una crescita del 110% rispetto al primo trimestre 2016. Tenendo conto che nell'ultimo trimestre ricade circa il 40% del fatturato complessivo, siamo in linea con il piano».

Recentemente, The Digital Box ha lanciato una piattaforma integrata per l’engagement via mobile, chiamata Ada Flower, in grado di creare e produrre contenuti – pubblicandoli autonomamente su tutti i canali da sms/email a GoogleAdwords/Facebook Ads e anche tramite wifi –. La piattaforma, che utilizza algoritmi proprietari, in patent pending, si è arricchita della funzione di creazione di Chat Bot e della gestione Social con cui attraverso dei crawler semantici, scansiona più di 500mila fonti e cerca notizie pertinenti al piano editoriale in base ai filtri e ai tag impostati. Non solo automatizzazione comunque: oltre ai contenuti consigliati, con Ada Social Content è possibile programmare e inserire post ex novo e attraverso strumenti di marketing automation ottenere ritorni dell’investimento superiori alla pubblicazione diretta sui vari Social. Ada Flower ha suscitato l’interesse già di importanti aziende del made in Italy, anche nel campo dell’auto, con avviati contatti per probabili collaborazioni.

Uno scenario propedeutico all’avvio della sede americana. «Per questo progetto – spiega il cfo Virgilio Picca – è necessario circa 1 milione di euro. I fondi di investimento si sono dimostrati interessati alla nostra azienda e sono sicuro troveremo presto un accordo, senza dimenticare che anche le banche del territorio e i soci stessi hanno espresso la volontà di contribuire».

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