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Mediterraneo orientale maglia nera per «incidenti» alle navi

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Mediterraneo orientale maglia nera per «incidenti» alle navi

Diminuiscono le perdite totali di navi nel mondo ma cresce il numero degli incidenti nell’area del Mediterraneo orientale e Mar Nero. È la realtà che emerge dal rapporto Allianz safety & shipping review 2017, studio annuale giunto alla quinta edizione che prende in esame le perdite marittime per imbarcazioni superiori a 100 tonnellate di stazza lorde e che viene presentato oggi da Allianz global corporate & specialty, i cui esperti lo hanno compilato.

Nel 2016, si legge nel report, nel mondo sono state perse integralmente 85 grandi navi, con un calo del 16% rispetto al 2015 e del 50% nell’arco di un decennio (2007-2016). Si tratta, «secondo i dati preliminari, del numero più basso di perdite» degli ultimi 10 anni. Il luogo in cui è avvenuto il maggior numero di perdite totali (termine con cui gli assicuratori indicano un incidente che impedisce alla nave di tornare a galleggiare) sono le aree della Cina meridionale e del Sud Est asiatico. Il Mediterraneo orientale, però, «prende il posto delle Isole britanniche (raggruppate, nello studio, insieme a Mare del Nord, canale della Manica e golfo di Biscaglia, ndr) come principale punto sensibile per gli incidenti».

In effetti, per quanto attiene alle perdite integrali, oltre un quarto di quelle avvenute nel 2016 (23) si è verificato in Cina Meridionale, Indocina, Indonesia e Filippine, l’area marittima che è stata per un decennio il principale punto sensibile. Le perdite sono rimaste stabili ma sono quasi il doppio rispetto a Mediterraneo orientale e Mar Nero (12), area che si posiziona al secondo posto». Sono invece aumentate in Giappone e Cina settentrionale; costa orientale africana; Atlantico meridionale e costa orientale del Sudamerica; Artico canadese e Alaska. Se si guardano, invece, gli incidenti in generale, si vede che la regione ad averne registrati di più nel 2016 (563) è quella del Mediterraneo orientale e Mar Nero che cresce anche del 16% anno su anno. Quest’area ha sostituito le Isole britanniche (al secondo posto, con 370 sinistri) come principale luogo di incidenti dell’ultimo decennio; al terzo posto si trovano Cina meridionale e Sudest asiatico (241). In totale, nel mondo, si sono verificati 2.611 incidenti a navi nel 2016, il 37% dei quali causati da guasti a macchinari.

LE PRINCIPALI CAUSE DI PERDITE E DANNI
Le cause dei danni alle imbarcazioni tra 2007 e 2016

Tornando alle perdite totali, la classifica è guidata dai cargo (30), che rappresentano oltre un terzo di tutte le perdite di navi. Le total loss nei traghetti passeggeri sono leggermente aumentate (8), a causa dell’attività nel Mediterraneo e nel Sudest asiatico. Gli standard, chiarisce il report, «rimangono un problema in alcune aree dell’Asia, dove il cattivo tempo, la scarsa manutenzione, una debole messa in atto delle normative e l’eccesso di passeggeri contribuiscono alla perdita di attività».

Nello studio si mette in evidenza come il fallimento, lo scorso anno, della sudcoreana Hanjin Shipping, «una delle principali compagnie mondiali di trasporto marittimo», abbia messo in evidenza alcune criticità di questo settore. «I casi di fallimento - si legge - aumentano, e quando i debiti sono elevati e i guadagni insufficienti, gli armatori cercano di risparmiare sui costi di manutenzione e sul livello di formazione dell’equipaggio, incrementando i rischi e la conseguente perdita di attività».

Lo studio, infine, prefigura che la corsa, in atto, al gigantismo navale porti potenzialmente a una maggiorazione dei costi legati agli incidenti (soprattutto per la rimozione dei relitti e in funzione dell’impatto ambientale) per una somma compresa tra 2 e 4 miliardi di dollari.

LA MAPPA DEGLI INCIDENTI
La top ten delle aree nel mondo in cui sono avvenuti più incidenti nel 2016

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