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Stommpy rafforza la leadership nei «paracolpi industriali»…

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Stommpy rafforza la leadership nei «paracolpi industriali» brevettati

«Siamo nati rocambolescamente dalla sera alla mattina, sollecitate dai clienti dell’azienda di pannelli coibentanti in cui lavoravamo che ci chiedevano come mettere in sicurezza i loro macchinari da urti e abbiamo scommesso su un business di nicchia super-specialistico con dispositivi di protezione in polimeri brevettati e una produzione di qualità 100% made in Italy. Il mercato ci ha dato ragione». Marco Chiarini, general manager di Stommpy ripercorre in poche battute i 17 anni di vita dell’azienda fondata con un socio a Rubiera, nel Reggiano, oggi leader nazionale nella produzione di paracolpi industriali e terzo in Europa.

Piccoli numeri - 4 milioni di euro di fatturato nel 2016, 36 dipendenti - ma una crescita del 25% l’anno confermata anche per il 2017 e una competenza indiscussa in Italia grazie a un catalogo prodotti di 100 pagine che copre ogni esigenza aziendale e urbana di protezione, sicurezza igienica e segnalazione, che ora Stommpy si prepara a esportare direttamente ai due estremi del globo, sulla scia dei clienti internazionali del food e dell’automotive che già rifornisce in patria. «Abbiamo già aperto lo scorso gennaio un magazzino con attività di assistenza negli Stati Uniti e siamo presenti anche in Australia e Polonia con una sorta di franchising - spiega Chiarini -. Per il 2018 abbiamo in programma l’apertura in Germania e poi puntiamo ai mercati francese, iberico e scandinavo, con partnership commerciali ma prodotti interamente ingegnerizzati e prodotti da noi. Controlliamo il 70% del ciclo produttivo».

Il valore aggiunto è dato infatti dalla qualità e tecnologia dei prodotti Stommpy, costruiti con un innovativo polimero registrato, il “Tecklene”, ad altissime performance antiurto e igieniche (adatto per l’industria del food&beverage, il pharma, la sanità) e un brevetto internazionale “Fixa Block System” per l’ancoraggio dei dispositivi al pavimento. Si parla di oltre 150mila pali e 200mila guardrail fabbricati dal 2000 a oggi nella fabbrica di Rubiera, oltre a lastre paracolpi e rivestimenti su parete, per oltre 1.500 chilometri di protezioni, «ma siamo quasi saturi, tanto che abbiamo in programma nel 2018 il raddoppio dello stabilimento con un duplice obiettivo: arrivare a fine 2018 al 60-65% di export sul fatturato e garantirci il controllo del 100% della filiera produttiva», aggiunge il general manager. Precisando che si tratta di 1,8 milioni di investimenti in agenda nei prossimi 18 mesi, non poco per un’aziende che fattura poco più del doppio.

Nel frattempo prosegue l’attività di Stommpy per arrivare a colmare il gap normativo di cui soffre il settore, non solo in Italia ma in tutta Europa: «Abbiamo presentato all’Ente italiano di normazione UNI un documento redatto con la collaborazione di esperti esterni, una guida per stabilire i parametri di scelta di un dispositivo di sicurezza paracolpi, che metta le basi per standardizzare i dati utili a costruttori e clienti, oggi chiamati a decidere fra vari fornitori. Oggi nel comparto ci si orienta con le norme per le barriere new jersey e guardrail, ma non sono la stessa cosa dei paracolpi industriali», conclude Chiarini, chiamato recentemente anche a un tavolo di discussione al BSI (British Standard Institute) in merito alle metodologie di test dei paracolpi, in qualità di leader tecnico di settore.

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