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Banda Ultra larga, Open Fiber fa il pieno nelle gare Infratel

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Banda Ultra larga, Open Fiber fa il pieno nelle gare Infratel

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La partita delle gare Infratel va in toto a Open Fiber. La società che fa capo a Enel e Cdp si è classificata prima in tutti i lotti della seconda gara Infratel per portare la fibra nelle aree bianche del Paese, quelle dove gli operatori non mostrano interesse a investire in autonomia, senza fondi pubblici.

«Siamo in attesa di comunicazioni formali», è il commento del portavoce di Open Fiber. A quanto Il Sole 24 Ore ha potuto verificare l’esito sulle offerte economiche vede tuttavia prevalere Open Fiber in questa gara per la realizzazione di una rete ultrabroadband che rimarrà statale, ma sarà data in concessione ventennale, nelle aree “bianche” delle regioni indicate nel bando.

Si tratta comunque di un esito tutto sommato prevedibile visto che il principale competitor, Telecom, si era sfilato da questa seconda gara, rilanciando dall’altra parte in autonomia su “Cassiopea”: progetto che prevede 1 miliardo di investimenti per portare la banda ultralarga nella aree classificate come C e D (proprio quelle dei bandi Infratel). L’advisor è Rotschild ed è al lavoro per trovare il partner che avrà il controllo della newco in quanto Tim ha dichiarato di volerne mantenere una quota non superiore al 49 per cento. Anche grazie a Cassiopea, Tim conta così di raggiungere il 95% di popolazione coperta in fibra entro il primo semestre 2018.

Ieri invece si è capito che sarà solo la società presieduta da Franco Bassanini e guidata dall’ad Tommaso Pompei a partecipare al gran ballo delle gare Infratel. Dopo il primo bando da 1,4 miliardi per sei regioni (Abruzzo, Molise, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Veneto) Open Fiber va così verso l’aggiudicazione della gara, del valore di 1,25 miliardi, riguardante 3.710 Comuni in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia e Provincia autonoma di Trento.

Servirà una formalizzazione dell’esito, ma avendo presentato le migliori offerte economiche – o comunque prevalenti nel combinato disposto con il merito tecnico (perché ad esempio nel lotto 4 l’offerta economica migliore era quella di Acea) fondamentale ai fini della classifica – a meno di sorprese dell’ultim’ora Open Fiber sarà vincitrice della gara. L’aggiudicazione della gara dovrebbe avvenire entro fine luglio.

Nel dettaglio, il bando è suddiviso in sei lotti. Il primo riguarda Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria; il secondo il Friuli-Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento; il lotto 3 Marche e Umbria; il lotto 4 il Lazio; il lotto 5 Campania e Basilicata e il lotto 6 la Sicilia. Open Fiber si è presentata in tutti i lotti. Gruppo Retelit (E-via, Eolo ed Eds) ha presentato domanda per il lotto 2; Acea Illuminazione Pubblica Spa, invece, solo per due lotti (Marche e Umbria oltre al Lazio) ed Estra solo per Marche e Umbria.

L’offerta economica complessiva, a quanto Il Sole 24 Ore ha potuto ricostruire, è attorno agli 804 milioni contro gli 1,25 miliardi di euro previsti a base d’asta. Il che vuol dire, tradotto in percentuale, un ribasso del 36% circa. Andando nel dettaglio dei punteggi per i lotti in cui Open Fiber ha dovuto competere con più partecipanti, il lotto 2 sarebbe stato aggiudicato a Open Fiber con 99,168 punti contro 84,023 di Gruppo Retelit; il lotto 3 con 98,164 punti, contro i 77,152 di Acea e i 66,249 di Estra; il lotto 4 con 97,833 punti contro 88,313 di Acea.

Le coperture previste a valle delle gare Infratel andranno ad aggiungersi ai piani di Open Fiber – la quale ha già raggiunto accordi, fra gli altri, con Wind Tre e Vodafone potendo così contare sulle necessità di fibra di questi operatori per la propria clientela – che ha come obiettivo di raggiungere 281 comuni italiani, inclusi nei cluster A e B, in una prima fase del piano e 9,5 milioni di unità immobiliari e imprese, per un investimento del valore di 3,9 miliardi, di cui circa l'85% entro il 2022.

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