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Beltrame consolida i risultati e prepara alleanze

SIDERURGIA

Beltrame consolida i risultati e prepara alleanze

Il gruppo Beltrame porta a compimento il piano di riorganizzazione e si prepara ad aprire un nuovo capitolo nella sua strategia di sviluppo, candidandosi a un futuro di crescita attraverso fusioni e acquisizioni. È la strategia delineata dall’amministratore delegato del gruppo siderurgico vicentino, Riccardo Garrè: «Abbiamo ricevuto un mandato pieno dai soci - spiega -: ora siamo pronti ad agire, analizzando le opportunità del mercato. Abbiamo di fronte due strade: o la verticalizzazione attraverso opportunità di acquisizioni di realtà che operano nella nostra stessa gamma, oppure l’integrazione con una realtà omologa alla nostra, con i conti in ordine, ma complementare nel business siderurgico. Non nascondo che si tratta della mia opzione preferita, anche se è la più complessa da attuare, anche per ragioni di governance».

Il gruppo- possiede 4 acciaierie a forno elettrico e 10 laminatoi, localizzati in 6 stabilimenti ubicati in Italia, Francia, Svizzera e Romania - ha chiuso il 2016 con un fatturato di 941,6 milioni (la produzione di acciaio si attesta di poco sotto i 2 milioni di tonnellate), con una crescita del mol, che passa da 63,8 a 86 milioni di euro. Il risultato operativo è positivo per 33,3 milioni di euro (erano 5,3 milioni l’anno precedente).

Il piano industriale, avviato nel 2014, ha privilegiato la specializzazione di diversi siti produttivi, con il ridimensionamento dei costi generali e l’ottimizzazione dele giacenze di magazzino. Gli investimenti, per circa 26 milioni, hanno riguardato interventi sugli impianti di produzione e l’ottimizzazione dei consumi energetici, sui laminatoi e sulle linee di fornitura e verticalizzazione del prodotto. Sul piano organizzativo l’azienda ha confermato il percorso dei progetti best in service e best in quality.

Sul fronte finanziario Afv Beltrame, leader europea nella produzione di laminati mercantili, ha formalizzato lo scorso marzo un contratto per un nuovo finanziamento per 235 milioni di euro, a sostegno del piano industriale e a chiusura di precedenti esposizioni. Considerando gli affidamenti per factoring, le linee per fideiussione e derivati e in generale l’indebitamento consentito, il gruppo ha a disposizione linee di credito per 416 milioni. Il gruppo si lascia così alle spalle la stagione di ristrutturazione avviata tre anni fa con la sigla di un accordo bancario ai sensi dell’art. 67 della legge fallimentare: in tre anni la posizione finanziaria netta è scesa dai 274 milioni del 2014 ai 164 dell’anno scorso.

«Ora dobbiamo proseguire nel deleveraging- spiega Beltrame -. Continuando per questa strada raggiungeremo livelli che non hanno eguali in siderurgia». I vertici, come detto, ritengono che la pulizia nei conti e le performance positive possono portare Beltrame a fare da pivot per una futura aggregazione con altre realtà sane e performanti sul mercato, creando un nuovo conglomerato siderurgico integrato italiano, proiettato sui mercati internazionali, appetibile per gli investitori finanziari.

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