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Nuovo stabilimento a Genova con sbocco sul mare per Ansaldo Energia

Industria

Nuovo stabilimento a Genova con sbocco sul mare per Ansaldo Energia

Giornata all’insegna dello sviluppo industriale per Ansaldo Energia che ha inaugurato il nuovo stabilimento di Genova Cornigliano per la realizzazione di maxi-turbine a gas, in aree ex Ilva, con sbocco sul mare e frutto di un investimento di 11 milioni. L’azienda ha siglato anche tre accordi di cooperazione con gli enti elettrici cinesi Shenergy Electric Group e Shanghai Electric Power.

Ansaldo Energia, guidata da Giuseppe Zampini (presidente ed ex ad) e da Filippo Abba’ (nuovo ad), è partecipata per il 44,8% da Cdp Equity (gruppo Cassa depositi e prestiti) e per il 40% dalla cinese Shanghai Electric (entrata nella compagine nel 2014), che era rappresentata, durante la firma degli accordi, dal presidente del gruppo Huang Dinan, e per il 15% da Leonardo-Finmeccanica (che entro fine anno cederà la quota a Cdp). Presenti anche il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il sottosegretario al Mise, Ivan Scalfarotto, e Han Zheng, segretario del Pc di Shanghai, la più alta carica politica della città.

I primi due accordi di cooperazione industriale prevedono la realizzazione di due impianti di generazione di energia nell'area di Shanghai utilizzando la tecnologia più avanzata del portafoglio di Ansaldo Energia, vale a dire le maxi-turbine a gas Gt36, interamente realizzate in Italia e assemblate nel nuovo stabilimento di Cornigliano.

Gli accordi consentono ad Ansaldo di avviare la penetrazione del mercato cinese con questa tecnologia, caratterizzata da elevata efficienza produttiva associata al più basso impatto ambientale, e di consolidare la partnership strategica con Shanghai Electric, che ha permesso alle due società di conquistare una quota superiore al 30% del mercato cinese di generazione di energia.

Il terzo accordo è un one belt & one road agreement, cioè un’intesa che si inserisce nel progetto cinese di nuova Via della seta, finalizzato a sviluppare un progetto in Pakistan, nel quale Shanghai Electric Power partecipa in qualità di investitore e Shanghai Electric, insieme ad Ansaldo Energia, come fornitore dei macchinari e dei principali componenti per la realizzazione dell’impianto.

«Oggi – ha detto Zampini – con il nuovo stabilimento completiamo un percorso restituendo ad Ansaldo la sua integrità produttiva. Da 15 anni cercavamo uno sbocco al mare che ora, grazie a un accordo con le istituzioni e con Ilva, ora ci permette di proiettarci verso il futuro». Per la verità la banchina non è ancora operativa ma dovrebbe esserlo entro la fine dell’anno, quando la prima delle turbine da 570 tonnellate («le più grandi mai realizzate in Europa, tanto che le abbiamo chiamate Monte Bianco», ha chiosato Zampini), sarà caricata prima su una chiatta e poi su nave e prenderà la via del mare per andare verso Oriente.

Il nuovo capannone di Ansaldo si estende per 3.500 metri ela somma con il quale è stato realizzato (10 milioni più 1 per la banchina) rientra in un investimento totale di 65 milioni, con il quale l’azienda ha rinnovato anche l’altro stabilimento genovese di Fegino, sempre con lo scopo di ottimizzare la produzione delle max-turbine.

«Per un certo periodo – ha detto la Pinotti – è sembrato che l’industria pesante non fosse più strategica per il Paese. Ma era un errore pensarlo. Il rischio che Ansaldo Energia fosse oggetto di una svendita c’è stato. Poi abbiamo detto: se l’azienda non è più core business per Finmeccanica, troviamo un partner industriale. Ed è stato fatto, con successo».

«Questa inaugurazione - le ha fatto eco Scalfarotto – simboleggia anche l’Italia al massimo della sua potenzialità. È un’operazione riuscita perché siamo stati capaci di fare sistema, mettendo da parte gli atteggiamenti partigiani».

Ansaldo Energia, la cui assemblea dei soci ha chiuso il bilancio nelle scorse settimane, nel 2016 ha acquisito nuovi ordini per 1,5 miliardi di euro. Una cifra che ha fatto salire il portafoglio ordini complessivo a quota 5,3 miliardi. Il 2016 si è chiuso con ricavi consolidati in crescita del 18,3% rispetto al 2015, arrivando a quota 1,25 miliardi, e l’utile netto consolidato si è quintuplicato, toccando 60,4 milioni contro i 12,2 milioni del 2015.

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