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Resta alta la «febbre» degli italiani per i prestiti personali

credito e famiglie

Resta alta la «febbre» degli italiani per i prestiti personali

In una fila non troppo ordinata attendendo il proprio turno per chiedere un prestito. È questa l’istantanea che si può scattare in banca o presso gli intermediari finanziari: in Italia resta alta la febbre per il credito al dettaglio, in particolare i prestiti personali. Nel primo trimestre il credito al consumo ha segnato un +15,4% rispetto lo stesso periodo del 2016 e i prestiti personali corrono sfiorando il +23%. I mutui per l’acquisto della casa registrano un aumento di oltre un quarto, più o meno quanto hanno segnato i finalizzati destinati all’acquisto di un’auto o di una moto.

È quanto rivela l’ultima edizione dell’Osservatorio sul credito al dettaglio curato da Assofin, Crif e Prometeia che sarà presentato domani a Milano.

L’ANDAMENTO
Variazioni percentuali tra primo trimestre 2017 e primo trimestre 2016. (Fonte: Osservatorio credito al dettaglio Assofin, Crif, Prometeia)

In calo i finalizzati per l’acquisto di beni e servizi come, per esempio, l’elettronica di consumo e grandi elettrodomestici, l’arredo per finire con i viaggi e sanità. Qui la flessione è di poco superiore al 7% con una inversione di tendenza dopo un modesto 2016. Poteva andare peggio perché le vendite di mobili e climatizzatori sono favorite dai bonus fiscali. I pensionati sono i protagonisti dell’exploit della cessione del quinto(+11,6%) dopo un rallentamento nella seconda parte del 2016. Segno negativo (-27%) per le surroghe: è l’effetto dell’esaurimento della platea di interessanti alla rinegoziazione.

«Nel primo trimestre il credito al dettaglio consolida la crescita e conferma il suo ruolo di sostegno alle scelte di acquisto delle famiglie - dice Kirsten van Toorenburg, responsabile per Assofin dell’Osservatorio -. Il traino arriva dai mutui, dai finanziamenti auto e dai prestiti personali di cui un terzo è legato ai rifinanziamenti di prestiti in corso». Lo studio evidenzia inoltre un cauto ritorno di fiducia nelle famiglie supportato da un quadro macroeconomico in leggero miglioramento e supportato da tassi molto contenuti. Fattori che alimentano un ritorno di fiamma verso il credito al dettaglio.

Guardando le previsioni di medio periodo secondo Rita Romeo, responsabile per Prometeia dell’Osservatorio, l’attuale ciclo continuerà. «Nel prossimo biennio ci attendiamo un consolidamento della ripresa del credito al consumo e per l’acquisto di abitazioni, sull’onda lunga del miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie - spiega -. Le famiglie hanno improntato la loro strategia all’insegna della cautela per non sovraccaricarsi di impegni che finirebbero con il creare problemi di budget». «Il consolidamento della ripresa economica, grazie al miglioramento del mercato del lavoro e dei redditi, è il principale driver che ha inciso sul miglioramento delle condizioni economico-finanziarie delle famiglie, riducendone la vulnerabilità - aggiunge Daniela Bastianelli, ricercatrice di Crif -. Ciò ha positivamente influenzato la dinamica del rischio di credito, che prosegue nel suo percorso di contrazione». Continua il miglioramento del tasso di default del credito alle famiglie che a marzo si è stabilizzato all’1,7% contro l’1,9% del marzo 2016, al minimo negli ultimi anni.

«Secondo le nostre analisi il credito supporta la maggiore parte degli acquisti nel retail, a vantaggio della grande distribuzione presente nel Nord Italia, e nell’auto - fanno sapere da Findomestic -. Nell’elettronica di consumo e grandi elettrodomestici la metà delle vendite avviene grazie al credito». I dati Compass confermano l’importanza di elettronica, arredo, salute e viaggi. «Nel nostro caso oltre il 50% delle pratiche liquidate per i questi settori nel 2016 si concentra nel Sud e nelle Isole – commenta Luigi Pace, Direttore centrale marketing e customer management -. Fenomeno comune al mercato del credito al consumo dove questa area geografica intercetta il 40% delle pratiche liquidate».

Si è registrato un aumento (+30%)dei reclami presentati dai clienti che toccano le 91mila istanza su circa sei milioni di operazioni stipulate nel 2016. Alla gestione dei reclami da parte dell’industria del credito si parlerà in una tavola rotonda subito dopo la presentazione dell’Osservatorio.

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