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Rodacciai, più peso all’acciaio di qualità

SIDERURGIA

Rodacciai, più peso all’acciaio di qualità

Rodacciai rifocalizza il mix di vendita sui prodotti a maggiore valore aggiunto, e sfrutta la parziale ripresa dei prezzi, con impatto positivo sulla marginalità, avvenuto a partire dalla seconda metà dell’anno in corso. L’azienda di Bosisio Parini, in provincia di Lecco, chiude il 2016 con un fatturato di 277 milioni di euro (285 milioni nel 2015), 258mila tonnellate di acciaio venduto (+3,9% sull’anno precedente), per un utile netto di 3,4 milioni e un miglioramento dell’esposizione finanziaria verso le banche, che scende a 125 a 91 milioni. Aumentano nel frattempo i volumi di vendita, con un peso dell’export che si assesta al 45%, grazie alla conferma di mercati come la Germania e la Francia, ma anche gli Stati Uniti, destinazione su cui i vertici intendono puntare maggiormente in futuro, noostante i proclami della presidenza Trump. E l’anno in corso conferma indicazioni positive, in linea con un nuovo piano triennale di crescita.

Nel corso del 2016 Rodacciai ha iniziato a raccogiere i frutti di una riorganizzazione avviata nel 2014. «Siamo un’azienda storica che opera in un mercato maturo - dice il presidente Gianluca Roda -, abbiamo scelto di cambiare per restare competitivi, introducendo progetti di miglioramento che hanno riguardato i processi aziendali, anche attraverso l'adozione di adeguati ed evoluti applicativi It». L’azienda ha messo mano anche all’assetto societario, accorciando la catena di controllo e incorporando l’ex holding Rodafin nella spa.

L’azienda produce acciai speciali e inossidabili nei due stabilimenti a Bosisio Parini (dove c’è la trafilatura) e a Sirone, sempre in provincia di Lecco, che comprende il laminatoio per la lavorazione a caldo. «I positivi risultati del 2016 è stato determinato anche da una strategia commerciale che ha migliorato il mix degli acciai, focalizzando la vendita su quelli a maggior valore aggiunto» spiega il direttore amministrativo, Davide Arnaboldi. Il 53% dei volumi di vendita è rappresentato oggi dalla famiglia degli acciai automatici (51,9% nel 2015, si tratta di acciai adatti a lavorazioni meccaniche e destinati ad automotive ed elettrodomestici), il 21,5% dagli acciai legati (23,5% nel 2015), il 12,6% dagli inossidabili (10,9% nel 2015), il 9,6% dagli acciai al carbonio, il 3,4% da altri acciai.

L’anno scorso, sottolinea l’azienda, si è proceduto all’inserimento di apprendisti con titolo di studio tecnico con conseguente incremento di addetti. La formazione in ambito sicurezza è stata accompagnata da investimenti su impianti e linee: nel 2016 l'indice di frequenza infortuni (IF) del plant di Bosisio Parini è diminuito del 25,4% rispetto al 2015.sono state erogate 3.713 ore di formazione che hanno coinvolto l'80% degli addetti sui temi di sicurezza, qualità, lean production, consapevolezza organizzativa e IT.

In generale il presidente evidenzia per il settore «una timida ripresa, ma il contesto è ancora incerto». Il primo trimestre dell’anno in corso, al momento, conferma le indicazioni positive. «Gli obiettivi del piano triennale 2017-19 sono alla nostra portata - prosegue il presidente - . Il monte ordine clienti è in crescita: nei primi tre mesi le vendite sono state superiori del 6,8% rispetto alle attese a quantità (4.700 tonnellate in più) e del 16% a valore (pari a12 milioni di euro); l'Ebitda del trimestre è pari al 14% del fatturato». Continua infine l’attività di riorganizzazione della struttura finanziaria: il budget 2017 prevede una progressiva riduzione dell’indebitamento.

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