Impresa & Territori

Grosoli scelta all’unanimità al timone del Consorzio…

AGRIFOOD

Grosoli scelta all’unanimità al timone del Consorzio dell’aceto balsamico

È un incarico all’unanimità che riporta il sereno nel Consorzio di tutela dell’aceto balsamico di Modena Igp, quello affidato a Mariangela Grosoli di presiedere per i prossimi tre anni l’organismo di rappresentanza e garanzia della più importante indicazione gastronomica italiana sui mercati internazionali. Grosoli è titolare assieme alla famiglia dell’Acetaia Del Duca, azienda di medie dimensioni che produce a Spilamberto (culla del balsamico, con tanto di museo dedicato) sia l’Igp sia la Dop dell’oro nero modenese.

Il profilo ideale, quello di Grosoli, per riportare la pax sociale dopo i conflitti che hanno spaccato il Cda del consorzio la scorsa settimana, con le dimissioni prima del presidente Stefano Berni e poi del consigliere Armando De Nigris.

La neopresidente è infatti espressione di una media realtà familiare fortemente radicata nel territorio e altrettanto internazionalizzata come l’Acetaia Del Duca, una giusta via di mezzo tra le grandi società industriali e le piccole case artigianali su cui era montata la spaccatura consortile: la Srl ha festeggiato lo scorso anno il 125° anniversario, ha chiuso l’ultimo bilancio con circa 5 milioni di fatturato e una quota export superiore al 75% e la lunga e blasonata esperienza è testimoniata non solo dall’iscrizione all’Unione imprese storiche italiane ma anche dalla bottega in zona San Donnino, a Modena, fondata dal bisnonno Adriano nel 1891 e riaperta quattro anni fa.

Quello di Grosoli sarà un mandato all’insegna della continuità: «Il mio obiettivo principale - spiega la neoeletta - sarà il completamento dei progetti avviati nel corso della precedente gestione e la prosecuzione con mano ferma delle attività di tutela, valorizzazione e promozione del prodotto il cui solco è stato egregiamente tracciato dal mio predecessore Berni. Come Acetaia Del Duca siamo stati uno dei quattro soci fondatori del Consorzio di tutela nato nel 2013 e affidammo a Berni il compito di traghettare l’ente nella fase di avvio. Fase che possiamo dire completata. Ora dobbiamo mettere da parte l’individualismo e fare squadra, non possiamo permetterci di disperdere il patrimonio costruito dai nostri padri. Ci aspetta la sfida di una sempre più intensa attività di controllo del mercato per prevenire (e reprimere laddove si riscontrino) frodi e contraffazioni».

Rinnovato anche il Cda del Consorzio di tutela della Igp, la cui produzione ha superato nel 2016 i 94 milioni di litri, con una forte propensione all’export (92% dei volumi esportati in 120 Paesi, prima tra le Dop e Igp italiane per business oltreconfine, 744 milioni di euro nel 2016) e un indotto fondamentale per il territorio modenese, dove assicura oltre mille posti di lavoro. Confermati Giovanni Carandini (Acetificio Carandini Emilio), Sabrina Federzoni (Monari Federzoni), Angelo Giacobazzi (Fattorie Giacobazzi), Cesare Mazzetti (Acetum), Giacomo Ponti (Modenaceti) ed Enrico Zini (Compagnia del Montale) cui si aggiungono le due new entry Francesco Toschi (Acetaia Borgo Castello) e Valéry Brabant (Antichi Colli).

© Riproduzione riservata