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La casa con le ruote dell’architetto marchigiano al museo di Berlino

architettura e design

La casa con le ruote dell’architetto marchigiano al museo di Berlino

Si chiama aVoid ed è una vera e propria casa, costruita su misura, essenziale e trasportabile, una soluzione possibile per far fronte alle emergenze abitative delle grandi metropoli. L’idea della tiny house è di un giovane architetto pesarese, Leonardo Di Chiara, che in questi giorni sta completando il progetto, utilizzando solo le sue forze: sarà lui stesso a trasportarla, come fosse un rimorchio, fino a Berlino, dove farà parte del villaggio sperimentale realizzato all’interno degli spazi del Bauhaus-Archiv, uno dei musei di design più importanti al mondo.

La casa, 9 metri quadrati in tutto, è costruita su un rimorchio a telaio e dotata di ruote: pesa oltre 3 tonnellate e può essere movimentata utilizzando un suv o un mezzo con un motore abbastanza potente; gli spazi fondamentali come bagno, cucina, soggiorno e camera da letto sono stati pensati e studiati per sfruttare al meglio le misure previste e per ottenere un ambiente comodo e funzionale, dove è possibile svolgere tutte le attività che si fanno in una casa. Gli spazi sono accessoriati con una contaminazione tra aziende marchigiane e multinazionali: da iGuzzini a Bosch, dalla DMM a Schüco, da Makte a Häfele, «perché questo è un progetto di bellezza, che si fonda anche sulla qualità assoluta dei prodotti marchigiani».

Una volta a Berlino, poi, l’architetto sarà affiancato da due start-upper tedeschi: «Uno si occuperà dell’impianto idrico e realizzerà un innovativo sistema di riciclo dell'acqua, l’altro dell’efficientamento energetico». L’obiettivo è di rendere la casa autosufficiente e di viverci dentro per l’intera permanenza a Berlino.

Il prototipo arriverà a costare intorno ai 60mila euro: «Ogni singola parte di quello che considero il mio spazio vitale è realizzata con pezzi su misura – spiega Di Chiara –. Credo che, quando andrà in produzione industriale, il prezzo chiavi in mano non andrà oltre i 30mila euro».
La piccola casa è anche uno strumento di ricerca: «Creare e sperimentare un modello di quartiere urbano migratorio, che possa sfruttare e allo stesso tempo catalizzare un processo di rigenerazione urbana in quelle aree inutilizzate presenti nelle grandi metropoli». È stato determinante, in questo senso, l’incontro con Van Bo Le-Mentzel, l’architetto del “one sqm house” (casa da 1 metro quadro), fondatore della Tinyhouse University, una sorta di think tank con il coinvolgimento di professionisti dell’abitare per avviare una ricerca sull’architettura sociale, «che possa sostenere l’uomo nelle molteplici difficoltà emergenti».

Un riferimento voluto al sisma che ha colpito anche le Marche. «Mi piacerebbe che questo mio progetto stimoli una riflessione sul problema abitativo delle popolazioni terremotate – conclude Di Chiara - e aiuti a diffondere la buona pratica di autosufficienza guidata nella ricostruzione come deterrente alla crisi che un terremoto porta con sé nel tempo».

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