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Per le Pmi eccellenti crescita nove volte superiore rispetto alla media

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Per le Pmi eccellenti crescita nove volte superiore rispetto alla media

Marka
Marka

«L’Italia? Stabile direi». Il mancato rimbalzo dei consumi nazionali per Ivano Mocetti è però un problema relativo. Più della metà dell’olio prodotto dall’azienda che dirige, l’umbra Costa d’Oro, finisce infatti all’estero.

Non un caso isolato, per fortuna. Piuttosto una delle caratteristiche unificanti che identifica mediamente le Pmi vincenti, quelle in grado sistematicamente di battere le medie del proprio settore. Nell’analisi realizzata da Global Strategy, arrivata alla nona edizione, si tratta di 522 realtà, caratterizzate da tassi di crescita nove volte superiori in termini di valore della produzione, con la capacità di triplicare in cinque anni il risultato operativo.

Come? Un primo aspetto dirimente è proprio nella quota di export, in media pari al 48%, con prospettive di crescita nei prossimi tre anni. Competitività internazionale che è tuttavia punto di arrivo di un percorso strategico più ampio, che vede anzitutto una focalizzazione precisa sull’innovazione, con il 4% dei ricavi dedicati a ricerca e sviluppo, a cui si aggiungono crescenti investimenti (per l’80% del campione) realizzati in nuovi processi industriali e sviluppi commerciali. Impegni rispettati grazie ad una filosofia di fondo che guarda al lungo termine, con il 70% degli utili generati reinvestiti all’interno dell’azienda, andando a rafforzare (accade nel 65% del campione) il patrimonio netto.

Il percorso virtuoso, con tassi medi annui di crescita dei ricavi dell’11%, ha prodotto nel tempo per le Pmi “eccellenti” un deciso allargamento dell’organico, lievitato in cinque anni del 30%, il che significa 16mila posti di lavoro in più.

LE PMI ECCELLENTI PER REGIONE
Numero di Pmi e quote % (Fonte: Global Strategy)

«Questi numeri - spiega il presidente e ad di Global Strategy Antonella Negri-Clementi - dimostrano che dove ci sono investimenti, innovazione, internazionalizzazione c’è crescita. Non solo per l’azienda ma anche e soprattutto per il territorio, l’indotto e il sistema Paese».

Partendo da un database di 7500 aziende (ricavi tra 20 e 250 milioni) ed escludendo le realtà controllate da grandi gruppi o multinazionali, l’analisi si concentra sulle Pmi che riescono in modo sistematico a battere le medie del settore, presentando tassi di crescita, redditività e solidità superiori.

Le 522 Pmi identificate (in crescita rispetto alle 448 della precedente edizione) rappresentano un tasso di penetrazione del 7%, con quote non troppo dissimili tra aree geografiche. In valore assoluto sono ovviamente Nord Ovest e Nord Est a primeggiare, “spiegando” il 74% del campione.

In termini settoriali, per la prima volta, è il comparto alimentare a balzare al primo posto (17%), davanti a meccanica (il 15% del campione) e prodotti in metallo (12%).

LE PMI ECCELLENTI PER SETTORE
Quote % e ranking Osservatorio 2016 (Fonte: Global Strategy)

Nell’80% dei casi si tratta di aziende familiari, con una governance che in qualche realtà inizia a spostarsi verso modelli più evoluti, con la presenza di consiglieri indipendenti all’interno del board. L’attitudine all’innovazione continua rende questo campione particolarmente attento alle possibilità prospettate dalla digitalizzazione dei processi e dei prodotti. E infatti, anche se solo il 14% ha già implementato progetti nell’ambito di Industria 4.0, quasi i tre quarti degli imprenditori selezionati intendono farlo entro i prossimi tre anni.

«È una parte del Paese che sta andando avanti - commenta l’amministratore delegato di Sace Alessandro Decio - e che ha compreso la necessità di aprirsi all’estero. Certo, parlare di crescita “titanica” pensando all’1,2% previsto per il nostro Pil non mi pare il modo giusto di affrontare il tema, perché credo che l’Italia possa fare molto di più. Eppure, l’ottimismo mi pare almeno lecito perché alcuni strumenti stanno iniziando a funzionare. Ma soprattutto, perché credo si sia compreso che se il Paese vuole andare bene deve supportare le proprie imprese».

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