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Auto, alimentare, moda: l’accordo Ue-Giappone punto…

LIBERO SCAMBIO

Auto, alimentare, moda: l’accordo Ue-Giappone punto per punto

Jean-Claude Juncker (Reuters)
Jean-Claude Juncker (Reuters)

All'entrata in vigore dell'accordo di partenariato economico saranno soppressi i dazi su oltre il 90% delle esportazioni della Ue in Giappone. Una volta attuato completamente l'accordo, il Giappone avra' soppresso i dazi doganali sul 97% dei beni importati dalla Ue (in termini di linee tariffarie), mentre le rimanenti linee tariffarie saranno oggetto di una liberalizzazione parziale tramite contingenti tariffari o riduzioni dei dazi. Ciò consentirà agli esportatori Ue di risparmiare circa 1 miliardo di euro l'anno in dazi doganali. Sono queste le indicazioni di partenza dell'intesa di massima Ue-Giappone per una completa partnership economica. Per l'Italia vantaggi per la tutela delle 'indicazioni geografiche' (una quarantina), settore calzature e appalti. L'intesa riguarda molti punti: eliminazione dei dazi, agricoltura e prodotti alimentari, prodotti industriali, pesca, silvicoltura, ostacoli non tariffari (veicoli a motore, dispositivi medici, tessili, farmaceutici, birra), ostacoli tecnici, misure sanitarie, servizi (posta, tlc, trasporti marittimi, finanza), appalti pubblici, protezione dati, proprieta' intellettuale. C'e' pure un'intesa di massima sul meccanismo di risoluzione delle controversie.

L'accordo di massima non è la conclusione del negoziato. I lavori proseguono per la stesura dei testi legali con l'obiettivo di finire entro meta' 2018, in vista dell'entrata in vigore dell'accordo all'inizio del 2019. Vediamo punto punto di che coa si tratta.

DAZI - All'entrata in vigore dell'accordo di partenariato economico saranno soppressi i dazi su oltre il 90 % delle esportazioni della Ue. A termine, il Giappone avra' soppresso i dazi doganali sul 97 % dei beni importati dall'a Ue e cio' che restera' sara' oggetto di una liberalizzazione parziale tramite contingenti tariffari o riduzioni dei dazi.

AUTO - Il patto tra Unione Europea e Giappone pone fine alle barriere tariffarie anche nell'automobile. In partica non ci saranno più i dazi all'import che pesano per il 10%, in cambio della libera circolazione di prodotti agricoli del sole levante. Queste barriere sono state storicamente introdotte per frenare a fine anni 80 l'avanzata delle case giapponesi in Europa, che reagirono con la creazione di «fabbriche cacciavite». Poi i tempi cambiarono e i giapponesi prima (e i coreani da poco) iniziaranno non solo a produrre ma a sviluppare prodotti in Europa per gli europei.

AGROALIMENTARE - Le esportazioni agricole della Ue verso il Giappone, il cui valore supera 5,7 miliardi di euro l'anno, fanno gia' ora di questo paese il quarto principale mercato per il settore agroalimentare. Con il tempo potra' entrare in Giappone in esenzione da dazi l'85% circa dei prodotti agroalimentari Ue (in linee tariffarie), pari all'87% del valore delle esportazioni attuali europee agroalimentari. Saranno eliminati o ridotti drasticamente i dazi su prodotti agricoli estremamente importanti per la Ue come le carni di maiale (il prodotto agricolo europeo piu' esportato in Giappone), consentendo alle esportazioni di carni suine trasformate di beneficiare dell'esenzione dai dazi e alle esportazioni di carni suine fresche di beneficiare di un dazio quasi zero. I dazi sulle carni bovine saranno ridotti dal 38,5% al 9% nel corso di 15 anni su un volume considerevole di prodotti a base di tali carni.
Con un valore pari a circa 1 miliardo di euro, le esportazioni di vino della Ue verso il Giappone rappresentano gia' la seconda voce per valore dell'export agricolo verso tale paese. I dazi sul vino saranno immediatamente eliminati come quelli su altre bevande alcoliche.
Saranno soppressi i dazi elevati su molti formaggi a pasta dura quali il Gouda e il Cheddar (attualmente al 29,8%) e sara' stabilito un contingente esente da dazi per i formaggi freschi come la mozzarella. Inoltre vengono eliminati i dazi doganali esistenti (con un periodo transitorio) su prodotti agricoli trasformati come la pasta, i cioccolatini, il cacao in polvere, le caramelle, i dolciumi, i biscotti, i derivati dell'amido, i pomodori preparati e la salsa di pomodoro. Saranno anche previsti contingenti significativi (in esenzione da dazi o a dazio ridotto) per le esportazioni Ue di malto, fecola di patate, latte scremato in polvere, burro e siero di latte.

INDICAZIONI GEOGRAFICHE - Vengono riconosciuti e tutelati sul mercato giapponese oltre 200 prodotti agricoli europei aventi una specifica origine geografica europea (le cosiddette indicazioni geografiche) quali il Roquefort, Il Parmigiano Reggiano, l'Asiago, l'Aceto Balsamico di Modena, il Prosecco, il Jambon d'Ardenne, il Tiroler Speck, la Polska Wodka, il Queso Manchego, il Lubecker Marzipan e l'Irish Whiskey. Tali prodotti godranno in Giappone dello stesso livello di tutela che e' loro attualmente riconosciuto nella Ue.

INDUSTRIA E MODA - I dazi sui prodotti industriali saranno completamente eliminati, ad esempio in settori in cui la Ue è particolarmente competitiva come quelli delle sostanze chimiche, delle materie plastiche, dei prodotti cosmetici e dei prodotti tessili e di abbigliamento. Per cuoio e calzature, l'attuale sistema di contingenti che ostacola considerevolmente le esportazioni Ue sarà abolito all'entrata in vigore dell'accordo. I dazi sulle calzature saranno ridotti dal 30 % al 21 % all'entrata in vigore, per poi essere soppressi completamente nel corso dei 10 anni successivi. I dazi sulle esportazioni Ue di prodotti in cuoio, come le borse, saranno eliminati nell'arco di 10 anni, cosi' come i dazi sui prodotti, quali le calzature sportive e da sci, che tradizionalmente godono di un'elevata protezione in Giappone.

PESCA - Non saranno piu' applicati i contingenti d'importazione e tutti i dazi saranno soppressi da entrambe le parti.

LEGNO - Eliminati i dazi su tutti i prodotti del legno, con una soppressione progressiva nell'arco di sette anni per i prodotti prioritari. La maggior parte dei dazi sui prodotti del legno sara' immediatamente soppressa, mentre alcune linee tariffarie meno importanti saranno liberalizzate dopo 10 anni.

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