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In Italia è domanda record per i festival estivi

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In Italia è domanda record per i festival estivi

(Fotogramma)
(Fotogramma)

Cresce la domanda turistica legata ai festival estivi, nonostante il clima da allerta terrorismo: arrivi e presenze legati agli spettacoli crescono rispettivamente dell’11 e del 10% sul dato di quattro anni fa. Le stime arrivano da Italiafestival, associazione che riunisce 29 kermesse per un totale di mille eventi . Non l’intero “sistema”, insomma, ma una parte consistente di esso. A livello complessivo il valore del turismo legato agli spettacoli supera i 600 milioni, cifra in larga parte legata agli eventi di musica dal vivo, per i quali si stima che il 31,4% degli spettatori provenga da una regione diversa da quella che ospita lo show, mentre il 2,7% arriva addirittura dall’estero.

Occhio a questi ultimi turisti che, nel caso della musica classica, rappresentano una nicchia di big spender.

C’è insomma grande ottimismo nel settore: è appena partito il Festival di Spoleto che riunisce il meglio delle produzioni teatrali mondiali, oggi debutta con i Kraftwerk Umbria Jazz, manifestazione per la quale è allo studio del Parlamento un progetto di legge, per gli appassionati di classica gli appuntamenti clou saranno il Rossini Opera Festival di Pesaro e il Festival Puccini di Torre del Lago, entrambi ad agosto. Sui versanti pop e rock, invece, abbiamo alle spalle il concerto record di Vasco Rossi a Modena – 225mila paganti, incasso di 12 milioni e 6 milioni di indotto turistico – ma la stagione è ancora lunga e si concluderà il 23 settembre con i Rolling Stones al Lucca Summer Festival.

«La domanda di pubblico è in crescita – spiega Filippo Fonsatti, presidente di Federvivo, l’associazione degli spettacoli dal vivo – sia per quanto riguarda gli eventi a partecipazione pubblica che per quelli organizzati dai privati. L’offerta è di qualità e il pubblico la sta premiando, il problema semmai sono i margini, considerando le restrizioni introdotte dalla circolare Gabrielli dopo quanto accaduto a Torino in occasione della finale di Champions». Le misure straordinarie di sicurezza del ministero degli Interni condivise tra pubblico e privato hanno portato sugli organizzatori un aggravio di costi del 15 per cento.

«Dopo una prima fase di rigidità – sottolinea Vincenzo Spera, presidente di Assomusica– si lavora per ricalibrare le misure, a vantaggio anche di una maggiore fruibilità da parte del pubblico». Al di là delle contingenze legate al tema sicurezza, il mondo italiano dei festival prova a fare sistema e a “vendersi” all’estero: il 22 e 23 luglio, per esempio, si terrà un evento Enit a Mosca dal titolo “Italia Grand Fest” per promuovere il sistema. «Pur con la consapevolezza – spiega il presidente di Italiafestival Francesco Perrotta - della riduzione delle risorse degli enti locali, va evidenziato lo sforzo che i festival stanno compiendo nel mantenere inalterata la proposta culturale. Ricetta principale per continuare a stimolare la domanda».

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