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Progetti per 10 miliardi. Ecco come Milano cambierà volto

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Progetti per 10 miliardi. Ecco come Milano cambierà volto

(Fotogramma)
(Fotogramma)

Milano cambierà volto nei prossimi dieci anni, soprattutto nelle zone periferiche. Mettendo insieme i progetti urbanistici del settore pubblico e di quello privato, emerge che nel capoluogo lombardo e nelle sue zone limitrofe ci saranno investimenti per oltre 10 miliardi. A fare la differenza sono ancora la spesa e la progettualità pubbliche: se mediamente lo Stato e gli Enti locali mettono sul piatto un terzo degli investimenti, in molti casi si arriva fino 70 percento. Ed è vero che a Milano l’iniziativa pubblica rappresenta il motore dell’iniziativa privata.

«C’è un mix di energie, riteniamo sia un processo virtuoso quando il pubblico dà avvio a progetti condivisi anche dal privato - commenta l’assessore all’Urbanistica di Milano, Pierfrancesco Maran - La città cambierà volto tra dieci anni, ma già alla fine di questa legislatura saranno apprezzabili molti cambiamenti».

Tre “città” nella città
A Nord-Ovest di Milano, nel Comune di Rho, sorgerà il nuovo progetto di riqualificazione dell’ex area Expo. Ci sono 1,2 milioni di metri quadrati che verranno suddivisi in tre parti: da un lato ci saranno le facoltà scientifiche dell’Università Statale di Milano, che verranno trasferite qui con un investimento intorno ai 380 milioni; dall’altro lato le possibili aziende interessate a cambiare sede o ampliare laboratori; nel mezzo lo Human Technopole, per il quale lo Stato ha stanziato 1,5 miliardi di fondi pubblici spalmati nei prossimi 10 anni. Sarà un centro di ricerca sul genoma, che avrà contatti sia con il mondo accademico che con quello aziendale.

Secondo i vertici di Arexpo, la società proprietaria delle aree, ci sarà un giro d’affari di 2 miliardi, sommate le risorse pubbliche e private. Il progetto inizierà ad avere gambe intorno al 2022, ma è tra un decennio che i risultati saranno visibili.

LA MILANO CHE VERRÀ
I principali progetti per Milano

Nella stessa area nascerà anche il nuovo quartiere Cascina Merlata, con un miliardo di investimenti della società Euromilano: ci sarà un centro abitativo ecosostenibile, caratterizzato da un mix di case residenziali e a canone agevolato, edifici scolastici nuovi e parchi.

Mentre le facoltà scientifiche (tranne Medicina) della Statale si sposteranno nella zona di Rho, ecco che si libererà il quartiere milanese di Città studi. Qui l’università possiede edifici che dovrebbe valorizzare proprio per finanziare in parte quel maxi progetto da 380 milioni a Rho.

Interessato ad acquisire le strutture - ormai da ristrutturare - è il Demanio, che sembra intenzionato a trasferire in questa zona di Milano i suoi uffici dislocati nella città, concentrando i suoi 1.600 dipendenti e realizzando così una “cittadella dell’amministrazione”. Anche le università Bicocca e Politecnico potrebbero portare qui alcune attività, per un investimento che potrebbe arrivare a 200 milioni in questo quartiere storico di Milano. Il progetto potrebbe aver bisogno di almeno tre anni.

Nella zona a Nord Est di Milano, nel vicino Comune di Sesto San Giovanni, sorgerà invece la “città della Salute”, con un progetto che inizialmente ha avuto battute d’arresto per via dei ricorsi al Tar da parte delle imprese non vincitrici. Ora la gara è stata aggiudicata al raggruppamento guidato da Condotte, per un investimento pubblico di 370 milioni, a cui si aggiungono 80 milioni per la bonifica dei terreni, effettuata dalla società MilanoSesto, proprietaria di 1,4 milioni di metri quadrati dell’ex area industriale Falck, e altri 80 milioni di risorse private per la concessione quasi trentennale. Il progetto potrebbe già essere pronto per il 2022, e prevede il trasferimento degli ospedali milanesi Besta e Istituto dei tumori.

Nella stessa area Falck prenderà inoltre forma un polo tecnologico, con ulteriori 3 miliardi di euro, di cui si sta occupando la stessa società MilanoSesto. Uno dei pochi casi di investimento privato puro.

Le nuove periferie
Molti progetti interessano le zone periferiche di Milano. Non ci sono solo i quartieri periferici inseriti nel programma del sindaco Giuseppe Sala, per i quali c’è intenzione di investire nei prossimi 4 anni 356 milioni di denaro pubblico per migliorare gli edifici, le scuole, le strade, il verde. C’è anche la riqualificazione dei sette ex scali ferroviari abbandonati, cioè aree di proprietà delle Ferrovie dello Stato che, a seguito di un accordo con Palazzo Marino, verranno trasformate in nuovi quartieri residenziali e direzionali. Complessivamente si parla di 1,2 milioni di metri quadrati.

Fs investirà 50 milioni, a cui si aggiungono 47 milioni di fondi statali finalizzati agli investimenti ferroviari nelle città. Questa prima tranche di risorse verrà destinata alla Circle line, un semi anello ferroviario che collegherà le sette aree. Fs poi venderà le aree per 400 milioni. Verranno inoltre pagati 130 milioni di oneri di urbanizzazione e altri 80 milioni di extraoneri. Il 65% delle aree rimarrà verde; il 30% delle costruzioni sarà destinato all’housing sociale. Il giro d’affari dell’operazione dovrebbe aggirarsi intorno a 1,5 miliardi e si svilupperà nell’arco di un decennio.

Tra gli investimenti privati va invece ricordato quello realizzato dalla Westfield a Segrate, ai confini di Milano, dove sorgerà il più grande centro commerciale d’Europa, per 1,5 miliardi di investimenti.

Tra i nodi da risolvere va segnalato invece quello del quartiere Portello, la prima zona visibile per chi arriva da Nord, la cui riqualificazione è in mano alla Fondazione Fiera Milano. La prima ipotesi era lo stadio del Milan, progetto poi accantonato dalla stessa società calcistica (e degenerato in un contenzioso con la Fondazione); poi è subentrato il progetto “Milano Alta” della Vitali, ma è risultato insoddisfacente a Comune e Fondazione (ed è nuovamente in corso un contenzioso per rescindere il contratto). Si parla di realizzare qui la nuova sede Rai, ma ancora nulla di fatto.

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