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Credito in frenata, ma aumentano le richieste al Sud

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Credito in frenata, ma aumentano le richieste al Sud

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Una pausa di riflessione. Nel primo semestre 2017 le richieste di finanziamento presentate dalle imprese italiane hanno visto un inaspettato calo dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un piccolo break dopo un triennio di crescita costante. Una pausa quasi fisiologica, ma con qualche sorpresa a livello territoriale nell’andamento delle domande. Per una volta è dal Centro-Nord che arrivano i segnali del rallentamento, mentre dal Mezzogiorno il trend delle richieste si rivela più tonico.

Non è solo per i segni positivi sparsi tra Puglia e Sardegna: a ben vedere i movimenti più incoraggianti arrivano da Sicilia e Calabria, dove rispettivamente il numero delle richieste ha messo a segno un balzo del 12,4% e dell’8,3 per cento. Senza dimenticare il +5,5% della Sardegna, il quasi +4% della Campania e il +3,1% della Puglia, mentre Abruzzo e Lazio restano in terreno positivo per una manciata di decimali. È quanto rivela l’ultima edizione del Barometro Crif, che analizza l’andamento delle richieste di valutazione e rivalutazione del credito presentate dalle imprese nei primi sei mesi dell’anno.

Il Trentino-Alto Adige, invece, dopo aver lasciato alle spalle un 2016 particolarmente brillante, quest’anno arretra del 16%, ma conserva la leadership per l’importo medio richiesto con oltre 113mila euro. Rallentano i volumi anche in Friuli-Venezia Giulia (-7,4%), Emilia-Romagna e Umbria, entrambe al -6,8%, e in Toscana, Veneto, Lombardia e Piemonte.

«Negli ultimi mesi le richieste hanno beneficiato degli stimoli agli investimenti portati dai pacchetti di bonus e incentivi - osserva Simone Capecchi, Executive director di Crif -. I dati mostrano una stabilizzazione delle domande che provengono dal Nord Italia, mentre l’exploit si registra nelle regioni del Sud, trend che si può interpretare come un primo concreto effetto portato dal Bonus Mezzogiorno».

LA MAPPA DEL CREDITO ALLE IMPRESE IN ITALIA
Valori in migliaia di euro. Dati I semestre 2017 var. % sullo stesso periodo dell’anno precedente

Il provvedimento punta ad agevolare il rinnovamento dei beni strumentali nuovi tra le aziende del Meridione e, tra gli altri interventi, consente di aumentare il credito d’imposta spettante e il cumulo dello stesso con altri aiuti di Stato sulle stesse voci di costo.

«L’andamento più robusto della domanda di credito in buona parte delle regioni meridionali non deve sorprendere - commenta Stefan Pan, vice presidente di Confindustria per le politiche regionali-. È il segnale del consolidamento della vitalità imprenditoriale del Mezzogiorno, che già da alcuni trimestri caratterizza l’economia meridionale».

Risultati ottenuti anche grazie agli strumenti di sostegno messi in campo come il rafforzamento del credito d’imposta per gli investimenti al Sud, fortemente voluto da Confindustria. Mercoledì a Roma in Viale dell’Astronomia verrà presentato «Check up Mezzogiorno», report che farà il punto sullo stato e le prospettive dell’area.

Da parte sua Capecchi ricorda come «nel complesso le società di capitali sono quelle che hanno rallentato di più, anche per quanto riguarda gli importi medi richiesti, mentre le imprese individuali hanno visto un calo molto più lieve». Per le prime la flessione nello stock delle richieste è stato dell’1,6% contro il -0,2% delle ditte individuali. Per quanto riguarda gli importi richiesti il dato aggregato nazionale è pari a 76.500 euro (quasi -4%). In controtendenza le realtà individuali con una richiesta media di poco superiore a 34.250 euro (+2,4%), mentre le società di capitali scivolano a 105.500 euro (-4%). Scorrendo le classi di importo, quasi un terzo delle domande è al di sotto dei 5mila euro e poco più del 40% al di sopra dei 20mila euro.

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