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Nuovo stabilimento Halo Industy a Torviscosa

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Nuovo stabilimento Halo Industy a Torviscosa

Il taglio del nastro e, subito dopo, un pizzico di sale alle spalle, in segno di buon augurio. Il sale che alimenta il ciclo del cloro soda, un produzione che nel dopoguerra aveva dato fama mondiale a Torviscosa, Udine, città nata negli anni Trenta nei territori di bonifica, caratterizzata da archittetture di regime, e città fabbrica, legata alla Snia. Dopo era seguito il degrado, economico e ambientale. Ieri il rilancio dello storico sito produttivo (all’interno ci sono ancora le trincee italiane) con l’inaugurazione del nuovo insediamento Halo Industry, società modello di collaborazione fra pubblico e privato creata da Caffaro Industrie, la finanziaria regionale Friulia e Bracco Spin.

Un investimento da 50 milioni: 45 di impianto, 4 per l’acquisto del terreno e 1 di spese gestionali, realizzato su un’area di 25mila metri quadri in 1.192 giorni, da marzo 2014. Con 83 imprese impegnate, nessun infortunio.

Oggi Torviscosa conta 352 addetti: 17 nel centro di ricerche Serichim, 137 per Bracco Spin, 166 persone in Caffaro Industrie e 32 nel nuovo impianto (di questi 22 nuove assunzioni, in prevalenza di giovani) e copre i settori ricerca, chimica di base, chimica fine, farmaceutica e imaging diagnostico (mezzi di contrasto). Il sindaco Roberto Fasan ha ringraziato «gli imprenditori coraggiosi che hanno creduto in questa operazione», e ricordato le tappe necessarie, dalla nomina di un commissario straordinario per Snia, l’avvocato veneziano Marco Cappelletto nel 2010, all’acquisizione di Caffaro da parte del gruppo Bertolini, dall’accordo di programma con i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico che ha portato allo stanziamento di 40 milioni per le bonifiche nel dicembre 2016 al decreto di riperimetrazione del sito a maggio 2017.

«Il 95% di tutti i beni di largo consumo, per la loro fabbricazione, hanno in qualche modo utilizzato derivati del cloro - ha ricordato Angelo Colombo, presidente Halo Industry - I siti chimici devono essere valorizzati, perché è costoso e dispersivo consumare territorio per l’industria invece di rilanciare l’esistente. Non solo: dove, come a Torviscosa, esiste e persiste una cultura chimica, va valorizzata». E proprio le professionalità esistenti «ha reso fare impresa qui una fortuna e un privilegio, grazie a un patrimonio che non ha simili», ha ricordato Francesco Bertolini, presidente Caffaro industrie.

Solo pochi anni fa la situazione era ben diversa; a interrompere il declino, con le bonifiche, l’intervento di recupero architettonico e produttivo realizzato da Bracco fra agosto 1999 e marzo 2002: “Quello di Bracco Spin è un caso di archeologia industriale ben riuscito, tanto che ha avuto l’onore di essere scelto dalla Biennale di Architettura di Venezia del 2012 come esempio virtuoso di rapporto tra imprese e territori”, ha sottolineato Fulvio Renoldi Bracco, ad Imaging. «Un investimento su noi stessi – ha aggiunto la presidente della Regione Debora Serracchiani – Non si può pensare che quest’area potesse diventare un polo turistico o agroalimentare, né un centro commerciale. Oggi possiamo fare industria anche pesante salvaguardando l’ambiente, la salute e il lavoro».

Il nuovo impianto utilizza un processo a membrane, il più ecologico: solo acqua distillata, sale ed energia elettrica. In un anno produrrà 24mila tonnellate di cloro, oltre 26mila di soda caustica oltre a idrogeno. E a proposito di energia: la rete interna della centrale Edison consentirà di avere costi inferiori del 25-30% rispetto a quelli di altri insediamenti industriali. Un modo per rendere Torviscosa davvero attrattiva.

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