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Acquedotto Pugliese, i ricavi salgono a 550 milioni

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Acquedotto Pugliese, i ricavi salgono a 550 milioni

(Agf)
(Agf)

Salgono a 550 milioni di euro i ricavi di Acquedotto Pugliese, la spa a totale controllo della regione Puglia, concessionaria, fino al dicembre 2018, del servizio idrico integrato. L’assemblea dei soci ha approvato il bilancio consolidato 2016 che segna una crescita nei ricavi di 59 milioni sul 2015, raggiungendo così i 550, un margine operativo lordo pari a 185 milioni e utile netto per 16 milioni (15 nel 2015), dopo ammortamenti e accantonamenti per complessivi 136 milioni ed imposte nette per circa 36.

Ricavi a parte, anche gli investimenti sono aumentati nel 2016, da 150 a 168, legati prevalentemente al comparto depurativo, con il potenziamento di circa un terzo degli impianti di depurazione gestiti da Aqp che serve 1 milione di utenze
distribuite in 260 comuni di 4 diverse regioni meridionali, in tutto 40mila chilometri di reti potabili. L’altra parte di investimenti ha riguardato i lavori, per 18 milioni, per il potenziamento e l’efficientamento della rete idrica a servizio di 41 comuni del centro e del nord della Puglia (lavori cofinanziati dal Fesr 2007/2017) e quelli, per 37 milioni, utilizzati per realizzare l’acquedotto potabile del Sinni, opera di carattere strategico per l'alimentazione idrica del Salento.

Nel 2016 dunque sono state finanziate nuove opere per 130 milioni di euro sui 168 complessivi – frutto anche della decisione del presidente di Aqp, Nicola De Sanctis, di introdurre una funzione aziendale dedicata agli investimenti valorizzando così le competenze interne - riguardando il resto, prevalentemente, opere di manutenzione. Questi risultati evidenziano, secondo lo stesso De Sanctis, «la solidità industriale della società e i progressi concreti
realizzati nel corso del 2016. Siamo impegnati in un percorso di reale cambiamento, insieme alla valorizzazione delle imprese del territorio con i fornitori locali in crescita: sono ora il 65% del totale, il 2,2% in più rispetto al 2015».

Disaggregando i dati di bilancio il valore della produzione 2016 è cresciuto, rispetto al 2015, grazie soprattutto all’incremento dei ricavi per vendita di beni e
servizi, per effetto dell’adeguamento tariffario e del riconoscimento di conguagli di competenza 2014 e 2015, deliberati dall’autorità del Gas e dei Servizi idrici (Aeegsi). Tra i costi, invece, gli incrementi maggiori hanno riguardato lo smaltimento dei fanghi di depurazione, passati da 23 a 30 milioni, e quelli del personale. Sullo sfondo la vera partita su Aqp riguarda il suo futuro come gestore del servizio idrico integrato. Sul punto è stato attivato un tavolo tecnico e l’Autorità Idrica Pugliese (Aip) ha prodotto un documento ricognitorio sulle possibili opzioni.

Tre le ipotesi sul tappeto: proroga ope legis della concessione dopo il 31 dicembre 2018; gara Ue, infine affidamento in house ad Aqp, previo ingresso nel capitale sociale dei comuni pugliesi proprietari delle reti nel territorio urbano. Sulla fattibilità dell’affidamento in house, l’ipotesi preferita, l’Aip chiederà un parere preventivo all’Anac di Cantone.

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