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Unesco e Fico Eataly World insieme per promuovere l’eccellenza italiana

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Unesco e Fico Eataly World insieme per promuovere l’eccellenza italiana

(Marka)
(Marka)

Mettere insieme l’esperienza della bellezza italiana in ogni sua forma, dall’arte all’enogastronomia, dalla storia all’agricoltura, dal gusto alla natura, e raccontarla al mondo, insieme: è l’obiettivo del protocollo di intesa siglato tra l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco e Fico Eataly World, il parco agroalimentare più grande del mondo, che aprirà in autunno a Bologna. Un evento che non a caso accade nelle Marche, che a Fico sarà presente con le sue eccellenze agroalimentari, e a Urbino in particolare, visto che il centro storico è patrimonio Unesco.

L’Associazione, presieduta dal sindaco di San Gimignano, Giacomo Bassi, si occupa da vent’anni di promuovere il patrimonio artistico, culturale e naturalistico dell’Italia a livello multidisciplinare in maniera integrata, proponendosi ai gestori dei siti Unesco italiani come interlocutore principale circa lo sviluppo di politiche di valorizzazione e tutela delle eccellenze del territorio e la sinergia attivata con Fico «significa amplificare la portata e la forza delle esperienze che è possibile offrire, sia ai cittadini che ai visitatori che frequentano i 53 siti italiani».

Secondo Tiziana Primori, amministratore delegato della Fabbrica Italiana Contadina. «Fico è un’arca del cibo e della cultura italiana, una meta anche simbolica perché il turismo internazionale ci scelga come destinazione, venendo a scoprire i luoghi, i prodotti, i produttori, la cultura e la storia del nostro Paese». Territorio, cultura, cibo, bellezza sono gli aspetti chiave dello stile di vita italiano, «che rappresenta il valore più apprezzato ed ambito dell’Italia nel mondo».

L’enogastronomia è tra i temi strategici del piano triennale dell’Enit, «con l’obiettivo – ha spiegato Gianni Bastianelli, direttore dell’Agenzia Nazionale per il Turismo – di comunicare il legame tra cucina, prodotti e territori, sviluppando itinerari del gusto che consentano di vivere pienamente quel turismo esperienziale che il viaggiatore moderno cerca, fuori dagli stereotipi e dentro l’autenticità». Il 2018 sarà, inoltre, l’anno del cibo italiano, e l’accordo siglato a Urbino va in direzione di una promozione «coerente dell’inscindibile connubio bellezza, arte, sapori, paesaggi che caratterizza l’Italia». Proprio il turismo enogastronomico rappresenta un segmento di mercato che, da diversi anni, registra un’importante crescita e che continua a essere un forte motivo di attrazione nel nostro Paese, sia per i viaggiatori italiani che internazionali.

«La cucina di qualità è certamente uno dei fattori più importanti nella scelta e per la riuscita di una vacanza o di un viaggio – ha dichiarato il presidente di Astoi Confindustria Viaggi, Nardo Filippetti -: per tale ragione i tour operator hanno inserito da tempo, all’interno delle proprie programmazioni turistiche, itinerari dedicati alla scoperta dei territori, delle eccellenze e delle specialità enogastronomiche italiane; così come, con grande successo, propongono all’interno delle proprie strutture, in Italia e nel mondo, la valorizzazione della qualità del cibo e della cucina made in Italy. Questo è sicuramente il modo migliore per far sentire “a casa gli italiani” e per far conoscere la nostra cultura enogastronomica al mondo».

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