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Italmercati e Car Roma in corsa per costruire centri agroalimentari sulla Via…

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Italmercati e Car Roma in corsa per costruire centri agroalimentari sulla Via della seta

Un bando internazionale da 600mila dollari per realizzare mercati all'ingrosso “chiavi in mano” in Uzbekistan, paese sulla Via della Seta in forte crescita e con un importante piano di investimenti nel settore agroalimentare. A partecipare a questo “tender” – prima volta per una struttura di questo tipo italiana – è Italmercati, la Rete d'imprese costituita nel 2015 che ha come capofila il Centro agroalimentare di Roma (Car) e che attualmente conta i dieci principali mercati nazionali all'ingrosso.

La scommessa dei nuovi mercati all'ingrosso
Una scommessa per il Car e la cordata degli altri agromercati nazionali, da Torino a Milano, da Bologna a Cagliari, che dopo una prima selezione da parte del governo uzbeko si ritrovano in corsa nella short list a fianco di compagini americane, inglesi, neozelandesi e spagnole.

Il vincitore - l'esito della gara si conoscerà tra agosto e settembre - firmerà lo studio ingegneristico, economico e organizzativo di tre centri agroalimentari di nuova concezione a Tashkent, a Samarkanda e a Fergana, più un’eventuale quarta struttura a Navoij. In base al progetto messo in pista dal governo uzbeko, questi mercati dovranno avere funzioni integrate riguardanti la logistica e la refrigerazione, trattamento, condizionamento e distribuzione, ma anche export e valorizzazione dell'ortofrutta; una produzione che il clima e gli assetti geologici della Repubblica ex-Urss rendono molto simili a quella europea.

Progetto promosso dalla Banca d'Asia
Il progetto è promosso dalla Banca d’Asia di Sviluppo e garantito dal governo di Tashkent, che con questa dorsale infrastrutturale intende moltiplicare il valore, la qualità, i volumi produttivi, la portata distributiva, le capacità nazionali di esportare frutta e ortaggi, adattando a esigenze locali i migliori modelli occidentali, soprattutto europei.

Per Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati e direttore generale del Car, si tratta di «un primo importante risultato per gli agromercati italiani e l'Italia, che con la rete di imprese acquisisce uno strumento in più di internazionalizzazione. Confido che la nostra partecipazione superi le semifinali. Dal bando affiorano infatti aspettative del governo uzbeko simili alle priorità e alle finalità seguite negli agromercati italiani, a partire dal rapporto con i produttori».

Due mesi fa intesa triennale con i mercati all’ingrosso cinesi
Solo due mesi fa, in occasione del Congresso del Wuwm, l'Unione mondiale dei mercati all'ingrosso organizzato alla Fao a Roma insieme al Centro agroalimentare di Roma (Car), Italmercati aveva firmato un'intesa triennale con i mercati all'ingrosso cinesi. E, più in generale, nell’occasione Pallottini parlava di «progetto ambizioso al quale abbiamo coinvolto il ministero dello Sviluppo economico e l’Agenzia Ice per valorizzare all'estero il know how tecnologico e organizzativo dei mercati italiani». Piani per intervenire nella progettazione, realizzazione e gestione dei mercati all'ingrosso nei paesi emergenti.

Paese da 32 milioni di potenziali consumatori
Nei rapporti della Farnesina e nelle «schede paese» dell’Ice l’Uzbekistan è considerato un paese economicamente interessante, con un mercato potenziale di oltre 32 milioni di consumatori. Di questi, circa il 30% sono occupati in agricoltura, settore che tuttavia garantisce una produzione ancora a basso valore aggiunto. Inoltre, il 45% dei raccolti è compromesso per la mancanza di idonee strutture di frigoconservazione e di una rete logistica con sistemi distributivi avanzati. La banca Mondiale ha finanziato con 150 milioni di dollari un ambizioso piano nazionale di rilancio agricolo, denominato “Horticolture Development Project” che si avvale di fondi integrativi per specifiche attività di ricerca, di sviluppo della logistica e dei processi di trasformazione dei prodotti.

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