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L’Igp di pesche e nettarine romagnole si arma contro i prodotti spagnoli…

ORTOFRUTTA

L’Igp di pesche e nettarine romagnole si arma contro i prodotti spagnoli e greci

Sono le uniche in Europa a vantare dal 2002 il riconoscimento Igp, ma le pesche e nettarine di Romagna sono alle prese, a dispetto della qualità, con una pessima annata e il rischio di compromettere una filiera frutticola che vale alla produzione 125 milioni di euro, che garantisce 100mila posti di lavoro (compresa industria di trasformazione e packaging) e che da un secolo è sinonimo di salvaguardia del paesaggio rurale tra Cesena e Rimini, dove solo oltre 11mila gli ettari coltivati a prunus persica. Il Consorzio della pesca e nettarina di Romagna Igp ha finalmente ottenuto dal Mipaf il riconoscimento di ente di tutela.

«Il riconoscimento - dichiara il presidente del Consorzio, Paolo Pari - è un passo avanti per la valorizzazione dei prodotti a marchio d’origine certificata che ci dà l’autorità per intraprendere nuovi percorsi di promozione, informazione e vigilanza. Ad avvio di campagna di commercializzazione abbiamo messo in campo diverse importanti iniziative strettamente legate al territorio ed ai consumatori». Iniziativa che segue di pochi giorni il via a un battage senza precedenti a favore di pesche e nettarine romagnole, per sensibilizzare i consumatori italiani al consumo della nostra Igp e non dei prodotti concorrenti spagnoli e greci che arrivano sul mercato a prezzi molto più bassi, in virtù dei minori costi di produzione.

Una campagna su quotidiani, radio, tv, social che fino al prossimo 5 agosto sosterrà il consumo di frutta made in Italy di qualità, risultato di un’azione congiunta di nove associazioni che concentrano oltre il 60% della peschicoltura romagnola, organizzati nel Tavolo ortofrutticolo romagnolo: Agrintesa, Apofruit, Euro.P.fruit, La Buona Frutta, Il Frutteto, Granfrutta Zani, Minguzzi, Naturitalia e Orogel Fresco. «Mangiate almeno una pesca o una nettarina della Romagna al giorno, ci aiuterete a difendere il nostro lavoro e territorio e ne gioverà la salute», è il claim pubblicitario che raggiungerà almeno 40 milioni di contatti per tre settimane, unica iniziativa finora a sostegno del settore in Italia. «Quest’anno però la situazione è gravissima, c’è tanta offerta sul mercato e i prezzi ai produttori molto inferiori ai costi sostenuti . La Grecia e la Spagna, grazie a molti costi inferiori, spingono il loro prodotto sul mercato determinando una concorrenza pesantissima», spiegano i promotori.

La produzione romagnola vale all’origine oltre un quarto della produzione nazionale di pesche e nettarine (473 milioni di euro) e l’Italia, con 1,36 milioni di tonnellate prodotte quest’anno rappresenta un terzo del mercato europeo (3,9 milioni di tonnellate), dove se la gioca con i competitor spagnoli e greci. Turchia e Cina sono gli altri grandi produttori mondiali del millenario frutto dalle indiscusse proprietà benefiche e ottimo integratore naturale: una pesca di 100 grammi fornisce 27 Kcal, è molto ricca di potassio (260mg/100g) e ha un buon contenuto di vitamina C e vitamina A.

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