Impresa & Territori

Livorno, tutto da rifare per l’ampliamento del porto

infrastrutture

Livorno, tutto da rifare per l’ampliamento del porto

Il maxi progetto di ampliamento a mare del porto di Livorno da 860 milioni di euro, che prevede la costruzione di una nuova diga foranea e di un terminal contenitori, dopo quasi due anni ritorna alla casella di partenza e cambia strada. La “project review” decisa dal nuovo presidente dell’Autorità portuale Stefano Corsini e dalla Regione Toscana ha partorito una soluzione considerata più funzionale e più attrattiva per gli investitori privati della futura Darsena Europa.

Sarà dunque revocato il bando di project financing da 504 milioni (di cui 326 a carico dei privati) che era stato pubblicato nel gennaio 2016 dall’Autorità portuale e che, dopo 18 mesi e cinque rinvii della scadenza per le manifestazioni d’interesse (l’ultimo a fine settembre 2017), aveva mostrato limiti di appeal sul mercato, e sarà rimpiazzato da tre provvedimenti: un bando di progettazione, un appalto di lavori pubblici, un project financing versione “ridotta”. Un percorso a tappe, hanno spiegato Regione Toscana e Autorità portuale dell’Alto Tirreno, deciso per risparmiare tempo (quattro anni rispetto alla precedente ipotesi) e soldi (200 milioni). La nuova banchina sarà lunga 1.200 metri e avrà una profondità di 20 metri; il terminal si estenderà su 62 ettari con una capacità di 1,6 milioni di teu.

Il primo passo, tra poche settimane, sarà la pubblicazione di un bando di progettazione che, secondo l’Autorità, avrà ad oggetto lo studio di fattibilità dell’intero complesso – sia le opere foranee che il terminal container – più la progettazione definitiva delle sole opere foranee, da sottoporre poi a valutazione d’impatto ambientale nazionale. Una volta avuto il via libera autorizzativo, le opere foranee saranno mandate in gara con un appalto integrato (progetto esecutivo più lavori), grazie alla deroga prevista per i porti dal nuovo Codice appalti che permette di mettere a bando anche progetti allo stadio definitivo.

Allo stesso tempo – la previsione è nell’aprile 2018 – sarà avviato il project financing per la costruzione e gestione del terminal, con una parte di investimento (ancora da definire) a carico del privato e il resto del pubblico. Nel complesso l’opera revisionata costerà 660 milioni, 200 milioni in meno del precedente progetto grazie alle nuove norme nazionali sui dragaggi (che consentono di sversare i fanghi scavati in mare o di utilizzarli per la costruzione di nuove opere o il ripascimento delle spiagge, abbattendo i costi di stoccaggio) e alla linea ferroviaria elettrificata in funzione dal 2016.

Il finanziamento dell’opera sarà in gran parte pubblico: 250 milioni dalla Regione Toscana, 50 milioni dal Governo, il resto dell’Autorità portuale. Ma il punto su cui Regione e Autorità portuale mettono la faccia è quello dei tempi: 60 mesi per completare tutti i lavori e cominciare l’operatività della nuova Darsena nel 2022, hanno assicurato Corsini e il presidente toscano Enrico Rossi. Il risparmio di tempo servirà «ad essere pronti prima degli altri e dunque più competitivi».

© Riproduzione riservata