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L’economia lombarda pronta a rilanciare la corsa

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L’economia lombarda pronta a rilanciare la corsa

Imagoeconomica
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Un «assestamento fisiologico» lo definisce Alberto Ribolla, presidente di Confindustria Lombardia, riferendosi al calo dello 0,1% della produzione industriale regionale su base congiunturale. In effetti, il dato illustrato ieri in occasione dell’indagine relativa al secondo trimestre dell’anno, presentata dalla stessa Confindustria regionale e da Unioncamere Lombardia, arriva dopo una crescita del 2,1% nei primi tre mesi dell’anno e, soprattutto, a livello tendenziale gli incrementi sono ancora consistenti: +2,5% la produzione, +3,9 gli ordini interni, +5,8% quelli esteri e +4,5% il fatturato dell’industria locale.

Le previsioni delle imprese lombarde sul terzo trimestre, raccolte nell’indagine, vedono una ripresa di slancio con una netta prevalenza degli ottimisti e la quota di imprenditori che non prevede alcuna variazione stabile al 56%. Il sentimenti degli imprenditori lombardi, quindi, è in linea con le valutazioni di Ribolla: «Il rallentamento congiunturale del secondo trimestre era atteso ed episodico e forse anche programmato ricorrendo alle scorte per far fronte alla nuova domanda più che alla produzione. Considerando la dimensione d’impresa le aspettative appaiono omogenee con un ottimismo crescente all’aumentare della dimensione d’impresa».

Sono dati che – sebbene meno”spinti” rispetto al periodo gennaio-marzo – fotografano un buono stato di salute per l’economia lombarda, anche in virtù del fatto che le performance positive sono trasversali ai territori e a quasi tutti i settori. «Le variazioni tendenziali positive della produzione industriale hanno interessato tutte le dimensioni di impresa» conferma il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio, che sottolinea come «anche dal punto di vista settoriale, la crescita della produzione mostra dinamiche prevalentemente positive, ad esclusione del settore tessile che registra una variazione tendenziale del -3,2%. Tutti gli altri settori sono positivi con una crescita più spiccata per le pelli-calzature (+4,5%), la siderurgia (+4,4%) e la gomma-plastica (+4,0%)».

“Evidente lo stimolo di Industria 4.0. Auspichiamo prosecuzione delle misure del Piano”

Alberto Ribolla, presidente Confindustria Lombardia 

In miglioramento i dati relativi alla quota di aziende che ricorre alla Cig e il tasso di utilizzo sul monte ore, così come sono positivi anche i dati sull’andamento dell’occupazione «che riprende, lentamente ma costantemente, la sua risalita» sottolinea Ribolla che ribadisce come sia evidente lo stimolo fornito dal Piano nazionale Industria 4.0 sul versante dei beni di investimento: «Ben venga, quindi, l’intenzione del ministro Calenda di prolungare il Piano ai prossimi anni, con l’auspicio che, come dichiarato anche dal presidente di Confindustria Boccia, interventi come l’iperammortamento vengano confermati oltre che integrati da ulteriori misure, per esempio legate al costo del lavoro».

“Variazioni tendenziali positive per quasi tutti i settori produttivi e le aree geografiche”

Gian Domenico Auricchio, presidente Unioncamete Lombardia 

Proprio sul fronte 4.0, ieri il consiglio direttivo del Digital innovation hub Lombardia ha nominato alla presidenza Gianluigi Viscardi, presidente di Cosberg, del Cluster nazionale Fabbrica Intelligente e della Piccola Industria di Confindustria Lombardia. Lombardia che dal prossimo anno – come anticipato dal Sole 24 Ore del 24 maggio scorso – ospiterà stabilmente il World manufacturing forum, una sorta di Davos della manifattura. Un ruolo di rilievo giustificato anche dalle prospettive di crescita: l’indagine congiunturale di Unioncamere e Confindustria Lombardia, infatti, prevede una crescita del Pil di qui al 2020 costantemente superiore al dato nazionale: +1,4 nel 2017, +1,3% nel 2018, 1,1 nel 2019 e di nuovo 1,3 nel 2020. «L’ultimo tassello per spingere sull’acceleratore della crescita riguarda il settore creditizio – spiega Alberto Ribolla –. Le imprese fanno ancora fatica ad avere un agevole accesso al credito e, come emerso anche dal nostro Piano strategico #Lombardia2030, c’è un forte bisogno di un nuovo rapporto finanza-imprese».

“I dati confermano una economia in ripresa anche per il mondo dell'artigianato”

Daniele Parolo, presidente di Cna Lombardia 

Anche il mondo dell’artigianato rispecchia la situazione dell’industria: «L’andamento di medio periodo è di segno positivo e ciò conferma i dati economici generali che vedono una economia in ripresa – sottolinea Daniele Paolo, presidente della Cna Lombardia – Questo deve fare scattare azioni di supporto e di stimolo per rafforzare questo dato di crescita».

A livello territoriale, la produzione industriale tendenziale nel secondo trimestre di quest’anno risulta in calo solo nelle province di Pavia (-2,8) e Como (-1). Al top della crescita si trova invece Lecco (+5,3), seguita da Cremona (+4,3%) e Varese (+4). Con Brescia (+3,9%) sono le quattro province lombarde con un tasso superiore alla media regionale (che, ricordiamo, è risultato +2,5%). Appena sotto la media Berga (+2,3%) e Lodi (+2). Poi Milano (+1,8%), Mantova (+1,5), Monza e Brianza (+0,6) e Sondrio (+0,4).

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