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Dalla maglia della Lazio alle Tv made in Italy: ma quanto è vintage…

IL RITORNO DI UN brand storico

Dalla maglia della Lazio alle Tv made in Italy: ma quanto è vintage Sèleco

Cosa hanno in comune il centravanti biancoceleste Bruno Giordano, il colosso cinese della componentistica elettronica Hkc Electronics e The Walt Disney Company? Per trovare la risposta a questo curioso interrogativo tocca arrivare fino a Valloncello, quartiere di Pordenone di 2.500 anime: è Sèleco, storico marchio friulano dei televisori made in Italy che negli anni Ottanta, quando risaltava come sponsor sulle maglie della società sportiva Lazio, vantava una quota del 10% del mercato nazionale di settore. E che adesso, grazie a un imprenditore con un passato di distributore di home video della Disney, torna a produrre tv, assemblando componenti realizzati da Hkc.

Per citare un film che chissà quante volte ai tempi belli sarà passato sui tubi catodici: a volte ritornano. E così Sèleco è di nuovo sponsor di maglia della Lazio.

Sulle maglie di Felipe Anderson e Ciro Immobile come su quelle di Francesco D’Amico e Michael Laudrup. E il 2 ottobre prossimo aprirà un nuovo stabilimento a Vall0ncello, per produrre televisori dai 24 ai 75 pollici con risoluzioni Hd, Full Hd, Ultra Hd con schermi Quantum Dot che si basano su tecnologia Oled. «Puntiamo a fare un prodotto di fascia medio-alta», sottolinea il patron Maurizio Pannella. «È una scommessa, ma abbiamo ottime probabilità di vincerla. Puntando sull’immaginario».

Dalla Disney al full Hd
Di immaginario Pannella - stesso cognome dell’ultimo rivoluzionario della politica italiana - se ne intende: per anni ha distribuito i vhs dei classici di Walt Disney nell’Italia centrale, poi con Twenty spa ha rilevato Magnadyne, un altro marchio storico dell’elettronica di consumo italiano con cui, tra l’altro, ha sponsorizzato l’Udinese. A dicembre dello scorso anno Pannella ha acquisito dalla famiglia Spini il brand Sèleco, passato attraverso innumerevoli peripezie. Nata negli anni Sessanta come divisione elettronica della Zanussi, quando negli Ottanta tocca l’apice Sèleco è controllata dagli svedesi di Electrolux. Nei Novanta il prodotto entra in crisi e prova a risollevarne le sorti la famiglia Formenti. Senza purtroppo grossa fortuna. In 52 anni di storia Sèleco è passata attraverso tre fallimenti, ma «l’immaginario legato a un prodotto - secondo il nuovo proprietario - non si cancella».

Obiettivo 100 milioni
Per capitalizzare al massimo l’immaginario, Pannella ha investito 10 milioni tra produzione e marketing (oltre alla Lazio c’è pure il Napoli Basket, anche quello già sponsorizzato negli anni Ottanta). I nuovi televisori Sèleco per ora hanno debuttato sui volantini delle offerte Esselunga.

«Quelli in commercio in questo momento - prosegue l’imprenditore - sono realizzati in Cina e da noi commercializzati». Il gruppo ha infatti in piedi un accordo con Thomson, ma a brevissimo ne chiuderà un altro con i cinesi di Hkc: saranno loro a fornire i componenti degli schermi prodotti a Pordenone, dove nel frattempo è tornato attivo anche Brionvega, marchio un tempo appartenuto proprio a Sèleco. «Nella nuova fabbrica - spiega l’imprenditore - per fine anno lavoreranno 50 persone. Oggi siamo a quota 20 addetti, a dicembre contiamo di raggiungere le 70 unità». Ma come sono i riscontri di mercato? «La proiezione su fine 2017 - risponde Pannella - è di 50 milioni di fatturato. Stiamo per lanciare i brand Sèleco Home, dedicato ai piccoli elettrodomestici, e Sèleco Easy Life che proporrà kit di cuffie e cellulari a basso costo disponibili in tabaccheria». L’ambizione «è arrivare ai 100 milioni di giro d’affari nel 2018, quando cominceremo a prendere in considerazione anche la via dell’export». Dopo aver indossato la maglia marcata Sèleco Keita è diventato l’«oggetto» più desiderato di questo mercato estivo. Chissà che non capiti lo stesso per i televisori made in Valloncello.

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