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Radioimmaginaria, una radio di ragazzi per capire i post-millennials

capitale umano

Radioimmaginaria, una radio di ragazzi per capire i post-millennials

Sono 250 teenager, tra gli 11 e i 17 anni, di 40 città europee, da Varese a Palermo, da Bruxelles a Dublino, da Parigi a Tromsø, da Gijon a Lussemburgo. Sono i ragazzi di Radioimmaginaria e trasmettono anche da Londra e da Bath perché hanno un’idea di Europa che va oltre la Brexit.

In ogni redazione ci sono diversi spikki, speaker al microfono senza mediazioni da parte di adulti. Trasmettono una volta alla settimana, realizzando un palinsesto settimanale, in cinque lingue. Il network continua a crescere e per entrare in Radioimmaginaria è sufficiente inviare una mail. Esiste una Sala Macchine composta da giovani maggiorenni cresciuti nell’organizzazione che oggi si occupano di selezione, di controllo della qualità e di coordinamento.

Il linguaggio è quello degli adolescenti, ma i temi non sono banali: alternanza scuola-lavoro, nuove tecnologie, orientamento professionale, ma anche bullismo, problemi della crescita e ovviamente musica e sport. Radioimmaginaria collabora con altri network come Radio Rai e Radio24, ma si ascolta su una App per iOS e Android e mantiene un’indipendenza che porta la memoria ai tempi delle radio libere, a cui Finardi dedicò una celebre canzone nel 1976.

Ancora poco conosciuta tra gli adulti, Radioimmaginaria nasce nel 2012 a Castel Guelfo, in provincia di Bologna, da un’idea di Michele Ferrari, regista, fotografo e videomaker, per offrire un nuovo spazio di comunicazione agli adolescenti, ragazze e ragazzi che vivono un periodo caratterizzato dalle difficoltà del cambiamento, ma allo stesso tempo da risorse ed energie che cercano una direzione e una finalità. Ferrari è convinto che, per aiutarli a passare da follower a influencer, sia necessario valorizzare il loro linguaggio.

In effetti, parlando con i giovani speaker, si resta sorpresi non solo per la freschezza e l’entusiasmo, ma anche per lo spessore delle riflessioni che riguardano l’autostima, la scoperta delle proprie capacità, le relazioni con gli altri, il valore professionale dell’esperienza e l’interesse per i contenuti.

Sono questi alcuni degli aspetti che rendono questa iniziativa molto interessante per il potenziale educativo, soprattutto in considerazione della modalità anticonvenzionale che propone una modalità di apprendimento basata sull’esperienza. In un mondo in cui tutto ormai è virtuale, i ragazzi di Radioimmaginaria riscoprono il senso di relazioni meno effimere e il valore di costruire un progetto insieme ad altri.

Inoltre, l’idea che ha dato vita a questo network deriva anche dalla convinzione che la società degli adulti (includendo dunque scuola, politica, istituzioni e imprese) abbia urgente bisogno di ricostruire un dialogo con i giovanissimi, per ridare un senso a una comunità caratterizzata da profonde fratture generazionali. In questa prospettiva, se è vero che la comunicazione parte dall’ascolto, una radio fatta da adolescenti offre anzitutto l’opportunità di comprenderne il linguaggio e le motivazioni.

La cultura è quella delle startup e le attività continuano a crescere: Radioimmaginaria ha recentemente inaugurato due redazioni nelle zone colpite dal terremoto, partecipa a numerosi eventi, viene premiata. Il prossimo appuntamento è la “Teen Parade” in occasione di Farete, l’incontro annuale di Unindustria Emilia in cui il mondo economico e industriale si incontrano per progettare il futuro. Durante la Teen Parade, nei giorni 6 e 7 settembre, questi giovani vogliono parlare di lavoro e per questo hanno invitato il ministro dell’Istruzione, il ministro del Lavoro, una sfilza di personaggi i cui nomi forse agli adulti dicono poco e un robot intelligente, giusto per ricordare che il mondo cambia con una rapidità inaspettata.

Radioimmaginaria è una piccola iniziativa, con un grande potenziale, che meriterebbe di essere aiutata a crescere. La forza creativa e l’energia di chi l’ha immaginata e di chi la manda avanti richiedono di essere combinate con risorse finanziarie e con un approccio manageriale che offra stabilità nella crescita. Solo in questo modo i risultati di questo progetto potranno avere un impatto apprezzabile.

Tuttavia Radioimmaginaria ha già realizzato un risultato molto rilevante perché ha indicato una modalità contemporanea di investire sulle giovani generazioni, ribaltando la logica consolidata e puntando tutto sull’apprendimento invece che sull’insegnamento. Come accade anche in alcuni altri casi, l’esperienza di Radioimmaginaria dimostra che i post-Millennials, coloro che compongono la Generazione Z, possiedono un DNA intellettuale e sociale i cui geni richiedono solo di essere attivati.

In un paese di vecchi, i giovani sono la risorsa più importante e rappresentano la scommessa più grande su cui puntare, come istituzioni, come imprese e come cittadini.

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