Impresa & Territori

Burocrazia e permessi rischiano di bloccare il Farm Cultural Park di Favara

arte & turismo

Burocrazia e permessi rischiano di bloccare il Farm Cultural Park di Favara

La rigenerazione urbana, l’arte contemporanea, l’architettura insegnata ai bambini. L’uomo, la natura, la tecnologia, la local revolution. Il Farm Cultural Park a Favara, a pochi chilometri da Agrigento, ha dato una nuova identità a un territorio a rischio di spopolamento e degrado edilizio, proprio a due passi dalla Valle dei Templi. Ora una serie di questioni burocratiche pregiudica le sue attività. I vigili urbani hanno apposto i sigilli a due strutture in legno del centro culturale favarese avendo riscontrato «occupazione abusiva di suolo pubblico». Si tratta delle installazioni Butterfly Home ed Equilatera che dovranno essere rimosse entro 90 giorni.

Inaugurato nel 2010, Farm rappresenta oggi una delle più significative operazioni di riqualificazione urbana in Europa, creata da Andrea Bartoli e Florinda Saieva, marito e moglie, lui notaio lei avvocata. Costata 20 milioni, richiama 120mila visitatori all’anno con installazioni, murales, festival, performance, produzioni sonore e video mapping.
L’ordinanza emessa il 24 luglio è la conseguenza di una serie di ritardi nelle comunicazioni e nell’adozione di provvedimenti definitivi, di iter farraginosi (richiesta di possibilità di sbigliettamento, progetti e nulla osta, denunce di occupazione di aree pubbliche e pagamento di relativi bollettini – rigettati perché «non conformi al regolamento Tosap»).

«I pubblici ufficiali hanno agito esercitando le proprie funzioni nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti in vigore», ha dichiarato la sindaca Anna Alba (M5S) in una nota pubblicata sul sito del Comune.
«Siamo davanti al più limpido esercizio di burocrazia ostruttiva – replica Andrea Bartoli – alla lignea identità di questi dipendenti comunali che con solerzia impareggiabile ritengono di provvedere al rispetto della legge intimando all’arte di farsi da parte».

Della vicenda si è tempestivamente interessata anche la VII Commissione Cultura della Camera. E Florinda Saieva ha anche tirato un sospiro di sollievo partecipando venerdì a un tavolo di confronto con il Comune: gli uffici si sono impegnati alla revoca dell’ordinanza di ripristino dei luoghi «previa presentazione di Farm di tutta la documentazione utile al superamento delle criticità presenti». È stato annunciato inoltre un provvedimento di Giunta per il riconoscimento di Farm Cultural Park come luogo di interesse pubblico.

Prevedendo la sottoscrizione di una convenzione per la gestione dei 7 cortili. «Ci sarà permesso di sbigliettare, destinando una percentuale degli ingressi al Comune», ha spiegato dopo la riunione l’imprenditrice siciliana.
Ma i fatti si sono subito complicati: «I vigili urbani, dopo la mancata notifica entro i termini, sabato sono tornati con Polizia e Carabinieri a porre i sigilli alle strutture di Farm» afferma Florinda Saieva.
La sindaca, raggiunta al telefono, ha preferito non rispondere. E l’atteso riconoscimento di Farm come luogo di interesse pubblico annunciato per lunedì è al momento rinviato.

Intanto si mobilitano università, collettivi, le officine culturali, gruppi di intellettuali (Trans Europe Halles, Federculture con Claudio Bocci, Fondazione Matera-Basilicata 2019, Base Milano) con una petizione che chiede l’immediato ritiro dell’ordinanza del Comune.

© Riproduzione riservata