Impresa & Territori

Federlegno e Forestale in campo per reintegrare i boschi del Vesuvio

DOPO GLI INCENDI

Federlegno e Forestale in campo per reintegrare i boschi del Vesuvio

Una gara di solidarietà tra le aziende del legno per ricostruire i boschi vesuviani distrutti dagli incendi di questa estate. Iniziativa adottata da FederlegnoArredo e Afi (Associazione forestale italiana) che punta a invitare le imprese ad acquistare piante autoctone e donarle a Regione, Comuni ed Ente Parco, allo scopo di accelerare il recupero dei boschi, a creare un coordinamento con le istituzioni e adottare un bosco in cui promuovere una gestione “modello” centrata sull’utilizzo del legno nel pieno rispetto dell’ambiente.

Una scommessa difficile, insomma, ma da giocare. Dopo che gli incendi hanno devastato un terzo del patrimonio boschivo vesuviano, mentre ancora ieri il fuoco si è propagato in località Montedoro nel comune di Torre del Greco, si teme che con le prossime piogge possano verificarsi calamità per dissesto idrogeologico. Si avverte, insomma, fortemente la necessità di tenere alta l'attenzione e di sollecitare le istituzioni, Regione Campania e Governo, a fare piani di intervento innovativi e con disponibilità economiche adeguate. E soprattutto ad agire.
Federlegno Arredo pensa di creare una rete tra le aziende del settore più dinamiche in Regione e dialogare con le istituzioni al fine di adottare un bosco in cui proporre una gestione modello.

«Le drammatiche immagini di questi giorni che vedono ampie aree del nostro Paese andare in fumo devono fare riflettere seriamente le istituzioni sulla necessità di attuare politiche forestali realmente efficaci che, come sosteniamo da anni, puntino tra l’altro a favorire la pulizia dei boschi e la realizzazione di nuove piste forestali che consentano un più rapido accesso ai mezzi di soccorso», spiega Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo. Poi aggiunge: «Sono anni che ripetiamo che un bosco curato è un bosco più sicuro che può inoltre diventare fonte di reddito in un Paese come l'Italia, storicamente povero di materia prime, che si troverebbe una miniera verde di circa 11 milioni di ettari la cui gestione porterebbe a circa 280.000 nuovi posti di lavoro».
Purché si attuino politiche forestali nazionali, sottolinea nuovamente Orsini: «Stiamo lavorando intensamente con i ministeri competenti per arrivare all’approvazione di una legislazione al passo con i tempi, che veda nelle foreste un patrimonio da tutelare e valorizzare economicamente al tempo stesso. A questo proposito, auspico una rapida ratifica della Direzione foreste all’interno del Mipaff che consentirà di semplificare il coordinamento nazionale delle attività forestali».

«Le centinaia le piante già acquistate dalle aziende sono un segnale di speranza e dimostrano il grande senso di responsabilità degli imprenditori italiani del legnoarredo», spiega Andrea Negri, presidente AFI. L’iniziativa ha ottenuto l’adesione e l’approvazione di altre organizzazioni come Conlegno.
«Come Consorzio per la tutela del legno e del sughero siamo in prima linea nella salvaguardia del patrimonio forestale e della biodiversità. Attraverso il nostro lavoro nel quotidiano ci prendiamo cura delle aree boschive del Bel Paese, promuovendo l’utilizzo di materiali naturali in virtù di un approccio ecosostenibile: un impegno importante per il Consorzio, ma soprattutto nei confronti dell’ecosistema italiano e del nostro Pianeta».

Gli incendi

La Campania quest’anno ha raggiunto il record degli incendi boschivi. Legambiente calcola che 13.037 ettari sono stati bruciati in tre mesi, una superficie quattro volte più estesa di quella incendiata nel 2016. Il disastro ambientale più grave è proprio quello verificatosi sul Vesuvio che ha subito inestimabili danni all’ecosistema. Con un danno anche economico enorme se – calcola Legambiente – ogni ettaro di bosco distrutto dal fuoco, costa alla collettività circa 20mila euro tra attività di spegnimento e rinverdimento, smaltimento dei residui e legna perduta nell’incendio.

La proposta di Federlegno

Per l’associazione aderente a Confindustria il bosco va manutenuto utilizzandolo e ricavandone legno per l’industria. Oggi l’Italia ha un patrimonio boschivo che occupa il 33% della superfice del Paese, ma ricava da questo solo il 20% del legno che viene lavorato mentre ne importa l’80%. Se si considera che la materia prima necessaria per costruire una casa di 100 metri quadrati si produce in un bosco in soli 15 secondi, per Federlegno Arredo l’Italia potrebbe produrne 2,1 milioni, ma ne fabbrica solo 3.400 l’anno. Insomma si può attingere materia prima dai boschi e in questo modo preservarne l’integrità.

© Riproduzione riservata