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Dossier La Liguria vara un piano al 2020

    Dossier | N. 13 articoliIl turismo ai raggi x

    La Liguria vara un piano al 2020

    (Marka)
    (Marka)

    La Liguria nel 2017 ha registrato un forte boom del turismo, in particolare nei mesi estivi, che si delinea come una prosecuzione dell’aumento di arrivi e presenze già registrati nel 2016. A giugno le giornate di presenza dei turisti hanno sfiorato la cifra di due milioni, con una crescita del 6,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per l’esattezza, secondo i dati dell’Osservatorio turistico regionale, raccolti da Unioncamere Liguria, si sono registrati 1,9 milioni di visitatori nel mese di inizio estate, 115.500 in più rispetto a giugno 2016.

    Dall’analisi delle tipologie delle strutture ricettive si rileva che le strutture alberghiere hanno registrato un aumento degli arrivi pari all’8,1% e delle presenze pari al 3,3%, mentre le strutture extralberghiere hanno raggiunto +16,5% negli arrivi e +12,5% nelle presenze.

    Dall’analisi della provenienza dei turisti l’Osservatorio rileva che la componente nazionale ha registrato, nel mese di giugno, un aumento pari al 13% per quanto riguarda gli arrivi mentre le presenze si sono fermate al +4,6%; i clienti stranieri, che numericamente stanno raggiungendo gli italiani, sono cresciuti del 7,3% e le giornate di presenza del 9,5%.

    «In Liguria – afferma il responsabile di Unioncamere Liguria, Giorgio Marziano - stiamo assistendo, già a partire dall’anno scorso, a un recupero dei nostri connazionali che stanno riscoprendo il territorio e apprezzando i prodotti che offriamo».

    Entrando, invece, nel dettaglio delle provenienze estere, la Germania con 182mila presenze si conferma al primo posto, con una crescita del 64,7%; seguono la Svizzera (+16,6%) e gli Stati Uniti (+3,4%). La Francia scivola al 4° posto (+5,8%). Da segnalare il mercato russo in forte espansione (+24,3%).

    Sul fronte nazionale, i turisti provenienti dalla Lombardia risultano i più assidui in Liguria con quasi 137mila arrivi (+17,5% rispetto a giugno 2016) e oltre 477mila presenze (+5,8%); al secondo posto ci sono i piemontesi (+12,4% gli arrivi, +5,4% le presenze). Guardando le singole province liguri, si evidenziano, a giugno, variazioni positive dei flussi in tutte in tutte e quattro, sia per arrivi che per le presenze.

    Per quanto riguarda queste ultime, la maggiore crescita percentuale si è registrata nella provincia della Spezia, che segna +9,83%, con 327.600 presenze, 29mila in più rispetto a giugno 2016, nonché un +16,5% di italiani e +6,1% di stranieri. Al secondo posto è Genova, che sale del 6,12%, con 455.700 presenze, 26.273 in più rispetto a giugno 2016, e conta +6% di italiani e +6,2% di stranieri. Terza posizione per Savona, che registra un +5,85%, con 743mila presenze, 41mila in più rispetto a giugno 2016, totalizzando +1,4% di italiani e +24,1% di stranieri. Chiude la classifica Imperia, che cresce del 5,25%, con 378.500 presenze, 18.800 in più rispetto a giugno 2016, e registra +5,5% di italiani e +4,9% gli stranieri.

    Gli ottimi risultati di giugno sono in linea con la performance del turismo in Liguria registrata dall’inizio dell’anno, come emerge dalla rilevazione sui primi quattro mesi del 2017 messa a punto da Unioncamere Liguria, sempre analizzando dati dell'Osservatorio turistico reginale. Tra gennaio e aprile, sono stati rilevati oltre un milione di arrivi (+9,6% rispetto allo stesso periodo del 2016) e oltre 3 milioni di presenze (+5,7%).

    «La Liguria – afferma il presidente della Regione, Giovanni Toti - si conferma protagonista del turismo nazionale e internazionale. E l’attività turistica è uno dei motori della nostra crescita perché significa più ricchezza, più occupazione e più visibilità per la nostra regione».

    A dispetto della crescita raggiunta nell’ultimo periodo, e dei positivi dati di giugno e dei mesi precedenti, non mancano punti di debolezza nell’offerta turistica del territorio. Debolezze che sono state analizzate a fondo nel Piano del turismo 2020. Un progetto approvato nei giorni scorsi dal consiglio regionale ligure, proprio per ovviare alle criticità e sviluppare il settore in modo strutturato, come in Liguria non è mai stato fatto.

    Secondo il piano regionale, debolezze della Liguria sono «le presenze altalenanti; la polarizzazione dei flussi in particolare sulle province di La Spezia e Genova, secondariamente sul savonese, e la perdita di flussi nell’area di Imperia; la permanenza media per il prodotto mare in calo». Si delinea «una forte concentrazione dei flussi nel periodo estivo, e in particolare nei mesi di luglio e agosto, che determina la ridotta stagionalità primaverile e autunnale».

    Si riscontrano, inoltre, «la massiccia presenza di affitti di seconde case; la limitata valorizzazione degli agriturismi e dei b&b; l'offerta alberghiera non tematizzata e spesso di basso livello; la scarsa valorizzazione dei prodotti sportivi ed enogastronomici, nonostante la forte potenzialità; un'accessibilità territoriale problematica (sia aerea, sia su gomma); scarso aggiornamento e formazione, debole accessibilità e presenza online». Inoltre emerge una «ridotta collaborazione tra pubblico e privato».

    Il piano regionale del turismo è stato ideato per superare le criticità evidenziate. «La novità principale – spiega l'assessore al turismo della Liguria, Gianni Berrino – è che per la prima volta saranno i territori a progettare e sviluppare, sotto la regia regionale, i prodotti turistici diversificati e innovativi, che maggiormente esprimono la vocazione locale». Il piano punta, in particolare, su mare, borghi, turismo slow, enogastronomia, cultura, cammini religiosi, outdoor e trekking.

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