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Scatto della produzione industriale in giugno: crescita del 5,3%

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Scatto della produzione industriale in giugno: crescita del 5,3%

E adesso qualcuno comincia a crederci per davvero: che, nonostante la debolezza e l’incertezza della ripresa, l’economia italiana sia finalmente arrivata a un punto di svolta. Dopo i dati positivi rilevati dall’Istat negli ultimi mesi sui consumi e il lieve calo della disoccupazione, anche l’indice della produzione industriale relativo al mese di giugno spinge all’ottimismo, con un incremento inatteso dell’1,1% su base mensile (mentre le previsioni erano di un lieve calo) e del 5,3% su base annua, ovvero il quinto rialzo tendenziale consecutivo, nonché il più robusto dalla fine del 2016.

Nella media del trimestre l’incremento registrato risulta così dell’1,1% rispetto al primo trimestre 2017, mentre nei primi sei mesi dell’anno la variazione è stata del +2,2%.

Il balzo, inatteso nella sua entità, è dovuto in particolare agli ottimi risultati registrati dell’industria farmaceutica (+18,5% su base annua), dei mezzi di trasporto (+13,6%; l’auto fa +19,9%) e dell’energia (+9,8%). Ma, altro aspetto significativo dei dati di giugno, la crescita sostenuta interessa praticamente tutti i settori produttivi, con la sola eccezione dell’industria del legno, della carta e della stampa, che perde l’1,1%.

Considerando che quello di giugno è il quinto rialzo consecutivo della produzione industriale, e che segue un altro rialzo importante, quello del 2,8% registrato a maggio, l’auspicio è che i segnali di ripresa non siano soltanto un fuoco di paglia, ma la conferma del consolidamento di una vera ripartenza.

Di «conferma di una ripresa sempre più strutturale dell’economia italiana» ha parlato infatti, commentando i dati dell’istat, il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda, secondo il quale il dato di giugno è stato raggiunto «anche grazie a una politica industriale incentrata su stimoli automatici all’innovazione e all’internazionalizzazione», tra cui quasi 20 miliardi destinati dal Governo al Piano Industria 4, un miliardo per il Fondo di Garanzia, il credito di imposta per ricerca e sviluppo e la finanza per la crescita. Non a caso, osserva il ministro, tra i comparti che in giugno hanno registrato gli incrementi più significativi, c’è quello dei beni strumentali (+5,1%), tornato sopra i livelli pre-crisi e che comprende i settori interessati dagli incentivi del Piano 4.0.

Proprio ieri il Financial Times ha ricordato la serie di dati positivi che hanno caratterizzato l’economia italiana nelle ultime settimane: dal rialzo delle stime sul Pil da parte del Fondo Monetario Internazionale (+1,3% nel 2017 e in media +1% nel periodo 2018-2020), agli indici sui consumi e sul lavoro. Ma nello stesso articolo il quotidiano britannico ricorda che questi segnali di ripresa sono ancora deboli e contrastanti e che potrebbero perciò non essere confermati negli anni successivi, visto il permanere di elementi negativi strutturali, quali la costante incertezza politica, l’entità ancora insufficiente degli investimenti e il mancato completamento dell’agenda di riforme annunciate dai governi Renzi e Gentiloni.

Permane dunque la cautela tra gli economisti, ma è indubbio che i risultati della produzione industriale a giugno fanno ben sperare in un rafforzamento dell’economia. «Il dato conferma che la ripresa dell’attività economica nell’industria sta non soltanto guadagnando velocità, ma sta anche diventando più diffusa – osserva Paolo Mameli, senior economist di Intesa Sanpaolo –. Le indagini di fiducia delle imprese manifatturiere segnalano inoltre che la tendenza espansiva può continuare nei prossimi mesi». Pur con tutti i «caveat», dunque, secondo Intesa Sanpaolo la crescita superiore alle attese registrata in giugno potrebbe portare al rialzo del dato sul Pil del secondo trimestre (che verrà diffuso dall’Istat mercoledì prossimo). «Nel caso in cui fosse almeno confermato l’aumento dello 0,4% di inizio anno, la crescita acquisita per il 2017 sarebbe pari a 1,2% e con ogni probabilità i principali previsori rivedranno ulteriormente al rialzo le stime sul Pil italiano nell’anno in corso, verosimilmente a 1,3-1,4%», aggiunge Mameli.

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