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La Calabria investe 214 milioni nell’acquisto di treni e tram

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La Calabria investe 214 milioni nell’acquisto di treni e tram

In Calabria il piano di investimenti per l’acquisto di materiale rotabile ferroviario e tranviario diventa da subito operativo: con il decreto firmato dal ministro dei Trasporti Graziano Delrio (che assegna alle Regioni 640 milioni di euro, cui si sommano i fondi stanziati dal Cipe, per un totale di 1440 milioni di euro), si procede all’acquisto di 22 treni per la rete nazionale, 5 per quella regionale e 7 tram per le metro leggere per complessivi 214,22 milioni di euro (di cui 115 da Por e Pac).

Ed è un fatto tutto nuovo: «La Calabria non è mai stata proprietaria di mezzi rotabili – spiega l’assessore alla Logistica Francesco Russo –. Tutte le composizioni del sistema ferroviario regionale sono di proprietà di Trenitalia. E l’età media dei mezzi circolanti è superiore ai 30 anni».

In coerenza con quanto previsto dal nuovo Piano regionale dei Trasporti, il materiale rotabile sarà di diverse tipologie (Diesel, Swing, Elettrico, Bimodale, Tram, Metro) per garantire comfort di viaggio e una capacità di posti a sedere tale da evitare il ricorso al trasporto su gomma, anche in un’ottica di sostenibilità economica e ambientale (basse emissioni e mitigazione di rumore e vibrazioni). I mezzi potranno raggiungere velocità elevate anche nei tronchi della rete regionale che presentano tortuosità o particolari limitazioni.

«L’iter per la fornitura completa dei nuovi treni si concluderà definitivamente entro il 2021. Intanto già per la fine del 2017 avremo 76 nuovi autobus, 150 per fine 2018. Dopo due anni di pianificazione e programmazione – annuncia con soddisfazione il governatore Mario Oliverio – entriamo con forza nella fase propulsiva, con risorse sbloccate e cantieri aperti, in una regione dove le emergenze continue e incessanti non devono costituire un alibi per lo sviluppo».

Il futuro del trasporto locale si gioca soprattutto su ferro: l’obiettivo è realizzare una “metropolitana regionale”, in grado di connettere i principali nodi del territorio con tempi di percorrenza e frequenze adeguate. E migliorare l’accessibilità, collegando i centri urbani, le aree a vocazione industriale ed agricola, quelle a valenza paesistica, i nodi della rete di trasporto sovraregionale.
Va in quest’ottica anche il rifacimento della Ferrovia ionica appena partito (500 milioni di euro per rinnovare 280 km di tratta) e il progetto per la metropolitana di Cosenza: con un investimento di 160 milioni di euro (più 75 per interventi aggiuntivi), è destinato a rivoluzionare il sistema della mobilità, raccordando la città a Rende e all’Università della Calabria.

Lo realizza la Cmc di Ravenna. «Non ci saranno cordoli, cavi o barriere – ha puntualizzato il sindaco Mario Occhiuto – e connetteremo alla metro nuove opere, piste ciclabili, autobus elettrici, l’ovovia per il castello e la valorizzazione del centro storico». Alla base, anche un nuovo disegno urbanistico: la costituzione del comune unico di Cosenza, con l’accorpamento di Rende.

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