Impresa & Territori

Riparte la gara di Tv e new media per accaparrarsi i diritti sportivi

sport e business

Riparte la gara di Tv e new media per accaparrarsi i diritti sportivi

Con il ritorno della Serie A, sabato prossimo, riprende ufficialmente la stagione sportiva nella Penisola. In realtà le competizioni non si sono mai fermate. Anzi l’estate 2017, anche se priva di grandi eventi come la Coppa del mondo di calcio e le Olimpiadi, ha vissuto numerose manifestazioni di rilievo, dai mondiali di atletica a quelli di nuoto, senza dimenticare le gare di Formula 1 e MotoGp.

Queste sono state anche le settimane in cui i principali network hanno messo a punto le strategie per posizionarsi nel florido mercato dei diritti di trasmissione.

In Italia, naturalmente, la grande partita sarà quella dei diritti tv della serie A per il triennio 2018/21. Dopo il fallimento dell’asta a giugno ci si attende che broadcaster tradizionali, telco e i cosiddetti over the top (da Amazon a Facebook) si facciano trovare pronti. Molto dipenderà ovviamente da quello che accadrà sull’asse Vivendi-Telecom-Mediaset. D’altro canto, dopo la pubblicazione dei bandi per i diritti internazionali del torneo, da settembre la Lega e l’advisor Infront saranno chiamati a verificare le offerte pervenute per le diverse aree geografiche e a chiudere i relativi contratti con l’obiettivo di raggiungere introiti per almeno 300 milioni.

La gara per la Champions League (che in questa stagione sarà visibile ancora su Mediaset Premium) e per l’Europa League se l’è intanto aggiudicata Sky che trametterà i match europei nel triennio 2018/21 dei club italiani (al prezzo complessivo di 810 milioni). Sky detiene poi i diritti per la Serie B fino alla stagione 2017/2018 per un corrispettivo annuale di circa 20 milioni (proprio ieri l’Antitrust ha dato l’ok al bando 2018/2021 per la Serie B e a quello per la LegaPro).

Ora, oltre a quelli per la Serie A dovranno essere messi all’asta anche i diritti di trasmissione di Coppa Italia e Supercoppa italiana. Per questa stagione sono ancora appannaggio della Rai che versa alla Lega circa 22 milioni all’anno. Su questo fronte potrebbe entrare in campo anche l’emittente di Urbano Cairo (La7). In gioco ci sono poi i match della Nazionale. Per le partite degli Azzurri la Rai versa alla Figc circa 25 milioni all’anno, ma il contratto scade nel 2018. Una grande incognita riguarda la Coppa del Mondo di calcio che si svolgerà in Russia nell’estate del 2018. In attesa di avere la certezza della qualificazione per la squadra allenata da Giampiero Ventura, per ora, nessuno ha ancora fatto il passo decisivo.

Intanto, molte cose sono accadute su altri fronti sportivi e molte dovranno accedere in considerazione del fatto che stanno per scadere diversi accordi.

Per quanto concerne il basket, Discovery (che controlla Eurosport) ha da poco ottenuto i diritti per il triennio 2018/2021 della Serie A (l’intesa comprende Coppa Italia e Supercoppa Italiana) a fronte di un investimento stagionale di 2,5 milioni, mentre la Rai trasmetterà in chiaro la partita di campionato della domenica (per circa 500mila euro). La stessa Discovery peraltro punterebbe ad accaparrarsi l’Eurolega di basket, nel tentativo di strapparla a Sky.

Discovery/Eurosport, in effetti, sta investendo tantissimo sul settore dell’entertainment sportivo avendo acquisito i diritti tv delle Olimpiadi per le prossime quattro edizioni in tutti i Paesi europei con un investimento pari a 1,3 miliardi di dollari. Lo scorso giugno ha sottoscritto una sinergia con Tim che diventerà l'”official mobile broadcaster” delle Olimpiadi di PyeongChang 2018 e Tokyo 2020 con un canale dedicato di news e highights.

Discovery, che tramette in chiaro su D-Max i match della nazionale italiana di rugby e del Sei Nazioni, fa parte della galassia Liberty Media fondata da John C. Malone e proprietaria, tra la altre cose, della Formula 1. Proprio sul fronte motoristico potrebbe accendersi una certa bagarre. Il contratto quinquennale dei diritti tv della Formula 1 scade infatti quest’anno. Attualmente Sky paga 50 milioni a stagione, mentre la Rai ne versa 28. La conferma di questo assetto distributivo potrebbe essere tutt’altro che scontato. C’è ancora un anno invece prima che si esaurisca il contratto della MotoGP. L’esclusiva pay e free costa a Sky 24 milioni all'anno. E anche in questo ambito sono in corso riflessioni sulla convenienza dell’investimento per una competizione che si ritroverà tra qualche edizione priva della “calamita” di audience Valentino Rossi.

La Rai ha invece prolungato il contratto di trasmissione del Tour de France per il periodo 2020/2023, mentre quello relativo al Giro d’Italia è valido fino al 2018 e comporta un esborso annuale di 12,5 milioni.

© Riproduzione riservata