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Visitatori in aumento del 30% al Museo Archeologico di Taranto

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Visitatori in aumento del 30% al Museo Archeologico di Taranto

Prosegue la bella estate del MarTa, il Museo archeologico nazionale di Taranto, riferimento importante per la storia e la civiltà della Magna Grecia con 200mila reperti dall’età arcaica all’alto medioevo. Più visitatori, ampliamento della fruizione ai bambini con iniziative studiate per loro, iniziative collaterali e digitalizzazione, sono gli aspetti su cui si sta concentrando lo staff guidato dalla direttrice Eva Degl’Innocenti, tra i 20 nuovi responsabili dei principali Musei italiani nominati due anni fa dal ministro Dario Franceschini.

I primi sei mesi del 2017 hanno fatto registrare un 30% in più di visitatori sull’analogo periodo del 2016. E stanno andando bene anche gli “Open Day”, le aperture gratuite che nella prima domenica di ogni mese coinvolgono la gran parte dei Musei italiani su iniziativa del ministero dei Beni culturali: nell’ultima, domenica 6 agosto, ci sono stati quasi mille visitatori. Numeri, questi, che arrivano dopo un 2016 favorevole, anno in cui i visitatori sono stati 82.328 con incremento di quasi il 50 per cento rispetto al 2015. Inoltre, ci sono stati più 60,5% di incassi da biglietti e più 28,3% di incassi da oggettistica ed editoria.

«Il Museo cresce, Taranto comincia a diventare una città turistica e il cambiamento sta pian piano avanzando», commenta Degl’Innocenti. «Il dato del 30% in più di visitatori è interessante - aggiunge -. Anche l’anno scorso abbiamo avuto un incremento sul 2015 ma c’era l’effetto traino dell’apertura del nuovo piano del Museo. Adesso, invece, l’immagine del MarTa si sta rafforzando per le iniziative che stiamo facendo».

«L’aspetto su cui stiamo lavorando - sottolinea Degl’Innocenti - è quello di offrire il Museo andando incontro a pubblici e sensibilità diverse. Il Museo resta pur sempre un luogo di storia, di arte e di cultura e valorizza la ricerca, perchè questo attiene alla sua funzione primaria, ma al tempo stesso abbandona la dimensione un po’ statica del passato per aprirsi ai turisti, ai visitatori, alla città e al contesto esterno. Faccio un esempio: sino al 2015 i visitatori venivano catalogati alla biglietteria in italiani e stranieri e basta. Non sapevamo altro di loro. Adesso c’è una classificazione più di dettaglio, sappiamo da dove vengono, così come più articolate sono anche le iniziative che ruotano attorno al MarTa».

Il passo successivo è creare percorsi di visita che tengano insieme enoturismo e scoperta dei luoghi storici. Ogni venerdì c’è l’apertura prolungata delle sale dalle 20 alle 23 per il MarTa by night, mentre per tutto agosto ci sono i laboratori didattici per i bambini.

«Stiamo anche lavorando per un arricchimento dell’offerta del MarTa - aggiunge la direttrice -. Non saranno nuovi spazi quanto un’integrazione ed un miglioramento di ciò che abbiamo. Nel dettaglio - sottolinea -, si tratta del progetto europeo MarTa 3.0, con 2 milioni e 507 mila euro stanziati per la ricerca e lo studio dei reperti, ma soprattutto la digitalizzazione delle collezioni, compresi i depositi, con un database digitale ed una piattaforma che consentano l’accesso alla cronistoria dei reperti. Istituiremo anche u percorso multi-sensoriale per l’accesso e la fruizione dei contenuti culturali del Museo ai portatori di disabilità superando così ogni barriera comunicativa».

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